Inter, scandalo: Il Romanista “Siete come la Juve”

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Il tocco testa/mano di Couto

L’Inter vince ma, dopo il dubbio rigore su Cruz della scorsa settimana, recupera la partita contro il Parma grazie ad un rigore regalato dalla terna arbitrale a cinque minuti dalla fine con il Parma in vantaggio 2-1.

L’unico a sostenere l’esistenza della massima punizione è (ovviamente) Mancini , che anche dopo essere messo a conoscenza del regolamento, che cito testualmente:

A QUALI CRITERI DEVE ATTENERSI L’ARBITRO PER STABILIRE CHE UN CALCIATORE HA TOCCATO IL PALLONE CON LE BRACCIA O CON LE MANI VOLONTARIAMENTE?
Deve valutare se il contatto tra il pallone, la mano o il braccio è voluto dal calciatore o se questi allarga o alza le mani o le braccia con l’intenzione di costituire maggior ostacolo alla traiettoria del pallone.
Qualora nell’effettuazione di un calcio di punizione i calciatori della squadra difendente formino la barriera coprendo un maggiore spazio con le braccia distaccate dai fianchi, l’eventuale contatto conseguente al tiro deve essere considerato intenzionale.
Non deve però essere considerato intenzionale il gesto istintivo di ripararsi il viso od il basso ventre dal pallone, oppure se, per naturale effetto del movimento corporeo, un calciatore tiene le braccia distaccate dal tronco ed il pallone vi batte contro, oppure se per effetto della distanza ravvicinata il calciatore non ha potuto evitare il contatto tra le braccia ed il pallone.

Sostiene che non sia possibile saltare di testa con le braccia alte (il Mancini calciatore, non brillava certo per i colpi di testa, il che è tutto dire).

Oltre al suddetto episodio, c’è da segnalarne un altro, avvenuto nel primo tempo…

in uno scontro in area tra Cordoba e Corradi, dove il difensore interista cintura il parmense e lo trascina a terra, per l’arbitro non è rigore.

Intanto sia l’allenatore DiCarlo, che il giocatore Lucarelli gridano allo scandalo (Di Carlo viene espulso per proteste), non da meno è il presidente Ghirardi, che recrimina soprattutto sul rigore negato a Corradi.

Che dire? Quando queste cose succedevano alla Juve, tutti a gridare contro Moggi, agli arbitri venduti ecc. ecc..

Oggi, anche “il Romanista” che in tempi non sospetti valutava gli errori arbitrali come “normali” errori di gioventù, pubblica questa prima pagina che lascia poco spazio a interpretazioni:

La prima pagina del romanista, inter come la juve