Aggiornato al 5 novembre 2026.
Nella notte tra l’1 e il 2 novembre, in decine di supermercati europei, frigoriferi e congelatori hanno smesso di raffreddare. Non era un guasto: qualcuno è entrato da Internet nei sistemi che li controllano, ha alzato le temperature o ha avviato lo sbrinamento, e il cibo è andato buttato. È successo anche in Italia, in alcuni punti vendita della Sicilia. Ecco cosa è successo, cosa sappiamo su chi c’è dietro e cosa insegna questa storia a chiunque abbia un dispositivo connesso.
Il primo attacco: la Francia, a ottobre
Lo stesso schema si era già visto nella notte dell’11 ottobre in Francia. Lì sono stati colpiti centinaia di supermercati di diverse catene, tra cui Intermarché, Netto, Carrefour, Coopérative U e Monoprix. I banchi frigo sono stati messi in sbrinamento con la merce dentro e, secondo le ricostruzioni, in molti casi sono arrivati fino a 50 °C. Interi reparti di freschi e surgelati sono finiti nei rifiuti, con danni stimati in milioni di euro. L’agenzia francese per la sicurezza informatica ha diffuso un’allerta già il giorno dopo.
La seconda ondata, anche in Italia
Tre settimane dopo è toccato a una decina di Paesi europei, tra cui Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi, Svezia, Irlanda, Estonia, Finlandia, Portogallo, Germania e Romania. Nessuna catena ha avuto più di qualche decina di negozi colpiti, ma il quadro è lo stesso: temperature impostate fino a 50 °C, sbrinamenti avviati di notte, prodotti ritirati per precauzione.
In Italia il gruppo Radenza, che gestisce in franchising supermercati a marchio Coop in Sicilia, ha confermato attacchi intorno alle 4 del mattino in almeno tre punti vendita a Catania e uno a Palermo. Alcune testate parlano di una ventina di negozi tra Palermo, Catania, Ragusa e Trapani. L’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) ha inoltre segnalato un’azienda toscana della ristorazione collettiva, che ha notificato l’incidente, e un attacco a un produttore di surgelati in Emilia-Romagna.
Come hanno fatto
Non è stato usato un virus. Gli impianti di refrigerazione dei negozi sono gestiti da centraline elettroniche che i tecnici controllano a distanza attraverso una pagina web. In molti casi quella pagina era raggiungibile direttamente da Internet, senza una rete protetta in mezzo, e a volte bastava una password predefinita o debole per entrare.
- In Francia la maggior parte delle centraline colpite erano modelli Danfoss vecchi, gli AK-SM 800 e AK-SC 355, che il produttore non aggiorna più.
- L’allerta francese riguarda anche i sistemi di supervisione Copeland e Dixell XWEB.
- Danfoss ha spiegato che il punto debole principale è il software non aggiornato e che nei Paesi Bassi alcuni impianti usavano ancora le password di fabbrica.
Una volta dentro, è bastato cambiare le impostazioni come farebbe un tecnico: alzare le soglie di temperatura o avviare lo sbrinamento. Proprio perché non c’è un programma malevolo, restano poche tracce da seguire.
Chi c’è dietro
Al momento non si sa. Due gruppi di hacker filorussi, NoName057(16) e Z-Pentest, hanno rivendicato gli attacchi su Telegram, ma le rivendicazioni non sono state verificate e diversi ricercatori dubitano che siano davvero loro: potrebbero essersi presi il merito dopo l’attenzione dei media. Il commissario europeo all’Agricoltura Christophe Hansen ha parlato di «un tentativo deliberato di interrompere la nostra catena di approvvigionamento alimentare». L’agenzia per la cybersicurezza romena, al contrario, l’ha definito un attacco «semi-amatoriale» e ha escluso la pista di uno Stato. In Belgio la procura federale ha aperto un’indagine.
La risposta in Italia
- ACN: ha aggiornato il 3 novembre il bollettino pubblicato il 13 ottobre. Chiede agli operatori di verificare con urgenza che i sistemi di controllo e teleassistenza non siano esposti su Internet e di separarli dalle reti aziendali. Raccomanda inoltre accessi remoti solo tramite VPN con autenticazione a più fattori, la verifica degli account con privilegi e l’aggiornamento o la sostituzione dei dispositivi non più supportati.
- Governo: il 3 novembre il sottosegretario Alfredo Mantovano ha riunito a Palazzo Chigi il ministro Francesco Lollobrigida, l’ACN e i vertici dell’intelligence. Secondo i primi accertamenti l’impatto in Italia è «fortemente limitato»: poche unità commerciali su migliaia, con sistemi di sicurezza obsoleti e interfacce esposte su Internet. «Non sussiste quindi alcun allarme», ha fatto sapere il governo. Non risultano rischi per la salute legati allo scongelamento dei prodotti, e le anomalie vengono segnalate ai NAS dei Carabinieri.
- Polizia Postale: sta ricostruendo origine e portata degli attacchi e i possibili collegamenti con gli altri Paesi.
Come consumatori, dobbiamo preoccuparci?
Gli attacchi hanno riguardato pochi negozi e i prodotti finiti fuori temperatura sono stati ritirati. Resta comunque buona abitudine, quando compri surgelati, controllare che le confezioni non mostrino segni di scongelamento: cristalli di ghiaccio all’interno, prodotto compatto in un unico blocco, confezione deformata o bagnata. Nel dubbio non comprarli e segnalalo al personale.
E il frigorifero di casa? Questi attacchi hanno colpito impianti professionali, non gli elettrodomestici domestici. Il principio però vale per qualsiasi oggetto connesso, dalla telecamera al robot aspirapolvere: un dispositivo raggiungibile da Internet, con la password di fabbrica e senza aggiornamenti, è una porta lasciata aperta. Nei prossimi giorni pubblicheremo una guida pratica per mettere in sicurezza gli elettrodomestici smart.
La lezione
Non è servito un attacco sofisticato. Sono bastati dispositivi vecchi, esposti in rete e protetti male. È la stessa regola che vale a casa e in ufficio: togliere da Internet ciò che non deve stare su Internet, cambiare le password di fabbrica, aggiornare e sostituire ciò che non riceve più aggiornamenti.
Fonti
- Il Post – Chi ha attaccato i frigoriferi dei supermercati europei, e perché?
- Il Fatto Quotidiano – Attacchi hacker ai supermercati in tutta Europa
- Teleborsa – L’ACN in allerta sull’Italia, casi in Toscana ed Emilia-Romagna
- Adnkronos – Il vertice a Palazzo Chigi e gli accertamenti della Polizia postale
- The Hacker News – New wave of refrigeration cyberattacks hits supermarkets across Europe
- Cybernews – Le rivendicazioni dei gruppi filorussi




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