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	<title>stato Archives - Sitissimo.com</title>
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	<description>tecnologia, internet e molto altro</description>
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		<title>Posta elettronica certificata, gratis per tutti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Davex]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2009 05:48:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Lo Stato Italiano regalerà, a chi ne farà richiesta, la casella di posta elettronica certificata (PEC). E&#8217; stata infatti approvata la proposta di Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che disciplina la materia specifica. In dettaglio si legge nell&#8217;art. 16 bis del D.L. n. 185 del 29 novembre 2008 che non solo sarà assegnato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img decoding="async" fetchpriority="high" class="size-full wp-image-2140 aligncenter" title="posta elettronica certificata pec" src="https://www.sitissimo.com/wp-content/uploads/2009/05/pec.gif" alt="pec" width="491" height="270" srcset="https://www.sitissimo.com/wp-content/uploads/2009/05/pec.gif 491w, https://www.sitissimo.com/wp-content/uploads/2009/05/pec-300x164.gif 300w" sizes="(max-width: 491px) 100vw, 491px" /></p>
<p>Lo Stato Italiano regalerà, a chi ne farà richiesta, la casella di <strong>posta elettronica certificata</strong> (PEC). E&#8217; stata infatti approvata la proposta di Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che disciplina la materia specifica.</p>
<p>In dettaglio si legge nell&#8217;art. 16 bis del D.L. n. 185 del 29 novembre 2008 che non solo<strong> sarà assegnato un indirizzo di PEC a coloro che ne faranno domanda</strong> (direttamente o tramite l&#8217;affidatario del servizio), ma anche &#8220;<strong>l&#8217;attivazione della PEC e le comunicazioni che transitano per la predetta casella di PEC sono senza oneri per il cittadino</strong>&#8220;.</p>
<p>L&#8217;unico problema è che probabilmente, l&#8217;azienda che fornirà questo servizio si ritroverà in mano il monopolio della PEC, considerato che difficilmente qualcuno pagherà per avere un servizio che è disponibile gratuitamente.</p>
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		<title>P2P i redditi degli italiani sono ancora online</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Davex]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 May 2008 06:11:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come era facilmente prevedibile, non è bastato rimuovere tempestivamente i dati dal sito dell&#8217;Agenzia delle Entrate. Le dichiarazioni dei redditi sono riapparse sulle reti peer to peer, eMule in testa. I file più condivisi riguardano i dati dei contribuenti delle maggiori città: Roma, Milano, Torino in testa. Ma anche Bergamo, Trento, Napoli, Pavia, Reggio Calabria, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-412" title="Internet, c\'è rischio di un Black-out?" src="https://www.sitissimo.com/wp-content/uploads/2008/03/internet.jpg" alt="" width="357" height="242" /></p>
<p>Come era facilmente prevedibile, non è bastato rimuovere tempestivamente i dati dal sito dell&#8217;Agenzia delle Entrate. <strong>Le dichiarazioni dei redditi sono riapparse sulle reti peer to peer, eMule in testa.</strong></p>
<p><span id="more-630"></span></p>
<p>I file più condivisi riguardano <strong>i dati dei contribuenti delle maggiori città</strong>: Roma, Milano, Torino in testa. Ma anche Bergamo, Trento, Napoli, Pavia, Reggio Calabria, Como, Genova, in file più o meno completi: per alcune città si trovano solo i dati dei contribuenti i cui cognomi vanno dalla F alla L, o dalla S alla Z.</p>
<p>Sono molto condivisi anche i dati relativi a numerosi centri minori, anche di pochi centinaia di abitanti. Qui la &#8220;copertura&#8221; è ancora più a macchia di leopardo: i file sono stati probabilmente salvati e poi messi in rete da qualche abitante del luogo, o da chi per qualche motivo ieri ha sentito la necessità di consultare proprio quei dati.</p>
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		<title>Francesco Rutelli: &#8220;Il fallimento di Italia.it non è colpa nostra&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Davex]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jan 2008 21:19:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il vicepremier Francesco Rutelli respinge le accuse di una qualsiasi responsabilità del Governo rispetto al fallimento di Italia.it: &#8220;La colpa è del Governo precedente, perché quello attuale le ha tentate tutte per tenere in vita e rilanciare un portale concepito male fin dall&#8217;inizio&#8221;. &#8220;Il progetto del portale fu varato dal precedente governo, voluto e validato [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" src="https://www.sitissimo.com/wp-content/uploads/2008/01/italiait_logo.gif" alt="Il logo dell’ormai defunto portale “pubblico” Italia.it" align="left" />Il vicepremier <strong>Francesco Rutelli</strong> respinge le accuse di una qualsiasi responsabilità del Governo rispetto al <strong>fallimento </strong>di Italia.it: &#8220;La colpa è del <strong>Governo precedente</strong>, perché quello attuale le ha tentate tutte per tenere in vita e rilanciare un portale concepito male fin dall&#8217;inizio&#8221;.</p>
<p>&#8220;Il progetto del portale fu varato dal precedente governo, voluto e validato dall&#8217;allora ministro per l&#8217;Innovazione <strong>Lucio Stanca</strong>. Se si cercano responsabilità per l&#8217;inefficacia della soluzione tecnologica e <strong>l&#8217;incongruità dei finanziamenti </strong>ci si rivolga, dunque, <strong>al governo della passata legislatura</strong>&#8220;.</p>
<p>Rutelli sostiene che se il suo governo si è impegnato nel lancio del portale lo scorso Febbraio era proprio perché erano giunte pressioni per tentare di salvare Italia.it.</p>
<p>&#8220;In quella circostanza fu sottolineato con estrema chiarezza che si trattava di una <strong>sperimentazione </strong>e che era necessaria l&#8217;implementazione dei contenuti, innanzitutto da parte delle regioni italiane, con l&#8217;obiettivo di mettere in rete l&#8217;edizione definitiva del portale nel <strong>marzo 2008</strong>&#8220;. Il vicepremier ha anche rivendicato che già a pochi giorni dal lancio del portale lui stesso &#8220;<strong>formalizzò le proprie critiche</strong> ed osservazioni al raggruppamento temporaneo di imprese che si era aggiudicato l&#8217;appalto per l&#8217;evidente inadeguatezza della release&#8221;</p>
<p><strong>Per il futuro</strong> Rutelli è tornato a raccomandare il passaggio di tutto quello che comunque è stato fatto <strong>all&#8217;ENIT, l&#8217;Agenzia Nazionale del Turismo</strong>. &#8220;È l&#8217;ENIT infatti &#8211; si legge nella nota &#8211; ad avere la responsabilità di promuovere il turismo italiano presso i potenziali visitatori e chi se ne occupa professionalmente&#8221;. <strong>L&#8217;ENIT, controllato da Stato e regioni</strong>, che hanno la competenza esclusiva sul turismo locale, guidato da <strong>Umberto Paolucci</strong>, &#8220;sta preparando, un più aggiornato, efficiente e razionale portale turistico&#8221;.</p>
<p>Che l&#8217;Italia abbia comunque bisogno di un qualche portale turistico lo ha voluto esplicitare ieri anche <strong>Bernabò Rocca</strong>, presidente di <strong>Federalberghi</strong>, secondo cui &#8220;al di là delle responsabilità oggettive che hanno fatto <strong>purtroppo fallire</strong> una simile iniziativa, da noi sempre sostenuta per l&#8217;ovvia operatività che avrebbe avuto, in un&#8217;epoca come l&#8217;attuale caratterizzata dallo sviluppo tecnologico e da Internet, bisogna che <strong>Stato, Regioni, ENIT e imprese si riuniscano urgentemente attorno ad uno stesso tavolo, per capire quali soluzioni reali ed alternative esistano al momento</strong>&#8220;.</p>
<p>Vedremo come andrà a finire, speriamo almeno che i <strong>soldi fin qui spesi</strong> (e sono <strong>davvero tanti</strong>, senza dubbio troppi!) non siano stati proprio buttati nel <strong>cesso </strong>(scusate il francesismo).</p>
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		<title>Per la serie, hai la faccia come il culo: I SAVOIA CHIEDONO DANNI ALLO STATO ITALIANO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Davex]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Nov 2007 11:46:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Inchieste]]></category>
		<category><![CDATA[italiano]]></category>
		<category><![CDATA[risarcimento]]></category>
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		<category><![CDATA[stato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Savoia chiedono i danni allo stato italiano: è quanto risulta da un servizio che andrà in onda a Ballarò. 170 milioni di euro è la richiesta di Vittorio Emanuele, 90 milioni quella di suo figlio Emanuele Filiberto, più gli interessi. Inoltre i Savoia vogliono la restituzione dei beni confiscati dallo Stato al momento della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" src="https://www.sitissimo.com/wp-content/uploads/2007/11/09_02_dsc00249.jpg" alt="Famiglia Savoia" align="left" />I Savoia chiedono i danni allo stato italiano: è quanto risulta da un servizio che andrà in onda a Ballarò. 170 milioni di euro è la richiesta di Vittorio Emanuele, 90 milioni quella di suo figlio Emanuele Filiberto, più gli interessi. Inoltre i Savoia vogliono la restituzione dei beni confiscati dallo Stato al momento della nascita della Repubblica Italiana.</p>
<p>La richiesta &#8211; informano gli autori della trasmissione &#8211; è arrivata circa 20 giorni fa con una lettera di sette pagine inviata al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al Presidente del Consiglio Romano Prodi dai legali dei Savoia Calvetti e Murgia.</p>
<p>Tra i motivi della richiesta di risarcimento illustrati nella lettera e spiegati da Emanuele Filiberto in un&#8217;intervista all&#8217;interno del servizio ci sono i danni morali dovuti alla violazione dei diritti fondamentali dell&#8217;uomo stabiliti dalla Convenzione Europea per i 54 anni di esilio dei Savoia sanciti dalla Costituzione Italiana. <span id="more-31"></span>Il segretario generale della presidenza del consiglio Carlo Malinconico spiega, secondo quanto anticipano i responsabili di Ballarò, che il Governo non solo non ritiene di dover pagare nulla ai Savoia ma che pensa di chiedere a sua volta i danni all&#8217;ex famiglia reale per le responsabilità legate alle note vicende storiche.</p>
<p>Che dire?  Sicuramente avete presente il detto, &#8220;ma hai proprio la faccia come il culo&#8221;, abitualmente usato per apostrofare quelle persone, che incuranti di mostrarsi ridicoli, con motivazioni (ridicole) cercando di aver ragione di un qualcosa, ovviamente per un tornaconto economico, o comunque opportunismo.</p>
<p>Beh lascio a voi i commenti, io sono semplicemente senza parole.</p>
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