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	<title>greenpeace Archives - Sitissimo.com</title>
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	<description>tecnologia, internet e molto altro</description>
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		<title>HP, Dell e Nokia tra le aziende più verdi secondo Greenpeace</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Davex]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 11:34:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo il risultato del report annuale pubblicato da Greenpeace, HP e Dell sono le aziende che rispettano maggiormente l’ambiente, seguite a ruota da Nokia e Apple, la produzione più inquinante in assoluto, invece,  è quella di RIM. HP ha scalato tre posizioni rispetto al 2011, ottenendo un punteggio di 5,9 su 10, mentre Dell ha [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img decoding="async" fetchpriority="high" class="alignnone size-full wp-image-5203" title="Greenpeace-Green-Report" src="https://www.sitissimo.com/wp-content/uploads/2011/11/Greenpeace-Green-Report.jpg" alt="" width="500" height="183" srcset="https://www.sitissimo.com/wp-content/uploads/2011/11/Greenpeace-Green-Report.jpg 500w, https://www.sitissimo.com/wp-content/uploads/2011/11/Greenpeace-Green-Report-300x109.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>Questo il risultato del report annuale pubblicato da <strong>Greenpeace</strong>, HP e Dell sono le aziende che rispettano maggiormente l’ambiente, seguite a ruota da Nokia e Apple, la produzione più inquinante in assoluto, invece,  è quella di RIM.</p>
<p><strong>HP</strong> ha scalato tre posizioni rispetto al 2011, ottenendo un punteggio di 5,9 su 10, mentre <strong>Dell</strong> ha recuperato addirittura otto posizioni con un punteggio di 5,1 su 10. Al terzo posto della graduatoria si colloca invece <strong>Nokia</strong> con 4,9 su 10, seguita da Apple con 4,6 su 10.</p>
<p>Il rapporto di Greenpeace valuta le azioni intraprese dai produttori di PC, TV e dispositivi mobile per ridurre l’impatto sul clima, realizzare prodotti più “verdi” e rendere la produzione più sostenibile per l’ambiente.</p>
<p><span id="more-5202"></span>Lo studio tiene conto dell’uso di <strong>materiali inquinanti e tossici come il PVC</strong> e i ritardanti di fiamma bromurati (BFR). Altri criteri presi in esame per assegnare una valutazione alle aziende, riguardano le emissioni di gas serra e il tipo di energia impiegata per la catena produttiva. È chiaro quindi che il punteggio più alto sia stato assegnato alle aziende che sfruttano le fonti rinnovabili.</p>
<p>Nessuna delle aziende, comunque, ha ottenuto un punteggio pari o superiore a 6, il valore minimo per essere definita veramente “green”.</p>
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		<title>Philips e la svolta ecologica, per la felicità di Greenpeace</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Davex]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2009 07:20:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Inchieste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Philips ha annunciato che si farà carico del costo di smaltimento e riciclaggio dei propri prodotti. Dopo due anni di pressione da parte di GreenPeace, l&#8217;azienda ha finalmente deciso di eliminare la &#8220;tassa verde&#8221; che gli utenti dovevano pagare su ogni prodotto, facendosi carico dei costi di riciclaggio. L&#8217;azienda in passato si era opposta con [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1673" title="philips-rifiuti" src="https://www.sitissimo.com/wp-content/uploads/2009/03/philips-rifiuti.jpg" alt="philips-rifiuti" width="430" height="306" srcset="https://www.sitissimo.com/wp-content/uploads/2009/03/philips-rifiuti.jpg 430w, https://www.sitissimo.com/wp-content/uploads/2009/03/philips-rifiuti-300x213.jpg 300w" sizes="(max-width: 430px) 100vw, 430px" /></p>
<p><strong>Philips </strong>ha annunciato che <strong>si farà carico del costo di smaltimento e riciclaggio dei propri prodotti</strong>. Dopo due anni di pressione da parte di <strong>GreenPeace</strong>, l&#8217;azienda ha finalmente deciso di eliminare la &#8220;tassa verde&#8221; che gli utenti dovevano pagare su ogni prodotto, facendosi carico dei costi di riciclaggio.</p>
<p>L&#8217;azienda <strong>in passato si era opposta con forza all&#8217;approvazione di leggi che obbligavano le compagnie ad assumersi i costi ambientali del loro lavoro</strong>. La notizia sta nel fatto che, facendosi carico dei costi, Philips, cosi come altre aziende, avrà una motivazione in più per creare prodotti con un minore impatto ambientale, e quindi con minori costi di smaltimento e riciclaggio.</p>
<p><span id="more-1672"></span></p>
<p>L&#8217;azienda ha deciso anche di mettere in piedi <strong>un programma per il ritiro dei prodotti</strong>, in quei paesi dove la legge non obbliga a separare i rifiuti speciali. Una scelta coerente con la  guida di GreenPeace, come quella di orientarsi a processi produttivi più ecosostenibili, impegnandosi a ridurre le proprie emissioni del 30% entro il 2020.</p>
<p>Per GreenPeace la scelta di Philips è partcolarmente importante perché l&#8217;azienda rappresenta uno dei leader del settore, e costituisce un esempio da seguire per gli altri.</p>
<p>via tomshw</p>
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		<title>Il nuovo spot di GreenPeace e il 5&#215;1000</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Davex]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Apr 2008 06:12:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anche quest&#8217;anno la Legge Finanziaria ha approvato il 5&#215;1000, una quota dell&#8217;Irpef dovuta sui redditi dell&#8217;anno 2007 &#8211; dichiarazione presentata nel 2008 &#8211; che può essere destinata, in base alla scelta che il contribuente farà in dichiarazione, al volontariato.I contribuenti possono scegliere liberamente a chi devolvere il 5 per mille dell&#8217;imposta dovuta allo Stato e, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><embed src="https://www.youtube.com/v/jiGwu5RIGqk&amp;hl=it" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" height="400" width="500"></embed>Anche quest&#8217;anno la Legge Finanziaria ha approvato il <strong>5&#215;1000</strong>, una quota dell&#8217;Irpef dovuta sui redditi dell&#8217;anno 2007 &#8211; dichiarazione presentata nel 2008 &#8211; che può essere destinata, in base alla scelta che il contribuente farà in dichiarazione, al volontariato.I contribuenti possono scegliere liberamente a chi devolvere il 5 per mille dell&#8217;imposta dovuta allo Stato e, in fase di compilazione della denuncia dei redditi, potranno indicare direttamente il codice fiscale dell&#8217;ente che si intende sostenere con il 5 per mille.</p>
<p>Dare <strong>il 5&#215;1000 non significa pagare più tasse</strong>, ma decidere di destinarne una parte – che altrimenti andrebbe allo Stato – ad attività sociali.Il 5&#215;1000 non è nominativo: questo vuol dire che non basta dare il 5&#215;1000 per diventare sostenitori di Greenpeace e ricevere il GP news &#8211; la nostra rivista in versione cartacea &#8211; o gli appelli speciali.</p>
<p>* Metti la tua firma nel primo settore in alto a sinistra, denominato: &#8220;<strong>Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale e delle associazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’art. 10, c. 1, lett a), del D.Lgs. n. 460 del 1997</strong>&#8221;</p>
<p>* Inserisci nel modulo il codice fiscale <strong>97046630584</strong></p>
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		<title>Apple, scala la classifica dell&#8217;ecologia di Greenpeace</title>
		<link>https://www.sitissimo.com/apple-scala-la-classifica-dellecologia-di-greenpeace.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Davex]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Mar 2008 16:43:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Greenpeace ha deciso di premiare gli sforzi &#8220;ecologici&#8221; della casa di Cupertino. L&#8217;ultimo rapporto Guide to Greener Electronics – che analizza i comportamenti industriali del settore IT – ha rilevato un miglioramento nelle dinamiche produttive e nell&#8217;utilizzo di materiali non inquinanti. Apple adesso vanta 6,7 punti su base 10 nella classifica, 0,7 in più rispetto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><img decoding="async" src="https://www.sitissimo.com/wp-content/uploads/2008/03/greenpeace_apple.jpg" alt="Apple, scala la classifica dell’ecologia di Greenpeace" /></p>
<p><strong>Greenpeace</strong> ha deciso di premiare gli sforzi &#8220;<strong>ecologici</strong>&#8221; della casa di Cupertino. L&#8217;ultimo rapporto <strong>Guide to Greener Electronics</strong> – che analizza i comportamenti industriali del settore IT – ha rilevato un miglioramento nelle dinamiche produttive e nell&#8217;utilizzo di materiali non inquinanti.</p>
<p><strong>Apple</strong> adesso vanta 6,7 punti su base 10 nella classifica, 0,7 in più rispetto allo scorso Dicembre 2007. Di fatto pare che abbia aiutato non poco il lancio del nuovo <strong>MacBook Air</strong>, uno dei portatili <strong>più ecologici presenti in commercio.</strong></p>
<p>Certamente la vetta è ancora distante: <strong>Toshiba</strong> e <strong>Samsung</strong> dominano con 7,7 punti. Fanalino di coda assoluto è <strong>Nintendo</strong>, con 0,3 punti.</p>
<p><strong>Microsoft</strong> migliora ma si trova ancora ampiamente nella zona rossa (4,7 punti con la sua <strong>Xbox</strong>); male anche <strong>Sharp</strong>, <strong>Panasonic</strong>, <strong>Philips</strong> e <strong>Acer</strong>.</p>
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		<title>Rifiuti Elettronici &#8220;WANTED&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Davex]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Feb 2008 15:30:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo le stime dell&#8217;Onu vengono prodotti all&#8217;anno 20-50 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici, compreso il 5 per cento contenuto nei rifiuti solidi urbani. Il destino di questa enorme quantità di rifiuti è sconosciuto: si tratta di un flusso nascosto che non viene intercettato dai sistemi di recupero attualmente operanti. Per flusso nascosto si intende [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img decoding="async" src="https://www.sitissimo.com/wp-content/uploads/2008/02/rifiuti.jpg" alt="Rifiuti Elettronici “WANTED”" /></p>
<p>Secondo le stime dell&#8217;Onu<span style="font-weight: bold"> vengono prodotti all&#8217;anno 20-50 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici</span>, compreso il 5 per cento contenuto nei rifiuti solidi urbani. Il destino di questa enorme quantità di rifiuti è sconosciuto: si tratta di un flusso nascosto che non viene intercettato dai sistemi di recupero attualmente operanti. Per <span>flusso nascosto</span> si intende la differenza tra le quantità di prodotti immessi nel mercato in passato e le quantità effettivamente recuperate come rifiuti dalle attività di raccolta.</p>
<p>Anche nella stessa <span style="font-weight: bold">Unione Europea</span> &#8211; soggetta a regolamentazioni più rigide &#8211; <span style="font-weight: bold">non c&#8217;è un&#8217;informazione precisa su dove va a finire più del 75 per cento dei rifiuti elettronici prodotti</span>. Negli <span>Stati Uniti</span> la percentuale potrebbe essere ancora superiore, fino a punte dell&#8217;80 per cento visto che una quota dei rifiuti recuperati viene esportata.</p>
<p>Nei paesi di recente industrializzazione è quasi impossibile stimare la percentuale di rifiuti elettronici che sfugge a qualsiasi forma di trattamento o gestione, anche se in <span>India</span> si valuta che <span style="font-weight: bold">circa il 99 per cento dei rifiuti elettrici ed elettronici (143 mila tonnellate all&#8217;anno) viene assorbita dai settori &#8220;informali&#8221; del riciclo o viene semplicemente gettato in discariche illegali</span>.</p>
<p><span id="more-298"></span></p>
<p>Sono i <span>lavoratori asiatici</span>&#8211; costretti a disassemblare questi prodotti a mani nude &#8211; <span style="font-weight: bold">i piu&#8217; esposti alla miscela dei composti chimici tossici contenuti nei rifiuti elettronici</span>. Per non parlare dell&#8217;inquinamento arrecato all&#8217;acqua, all&#8217;aria e al suolo non solo in corrispondenza dei cantieri di lavoro ma anche nelle aree limitrofe.</p>
<p>Un altro dato scioccante è che la montagna di prodotti elettronici obsoleti sta crescendo a un tasso elevatissimo. Per due ragioni: la rapida evoluzione del settore e il loro ciclo di vita sempre più breve. Si stima che entro il 2008 si raggiungerà quota due miliardi di cellulari presenti al mondo!</p>
<p>Esiste oggi un flusso nascosto di rifiuti tecnologici &#8211; che si attesta su una media del 91 per cento dei prodotti immessi al consumo &#8211; anche nei casi delle aziende che danno informazioni sui propri articoli a marchio. I dati forniti da quattro produttori di computer &#8211; che hanno già adottato misure di ritiro e riciclo dei beni a fine vita &#8211; <span style="font-weight: bold">indicano che solo il 10 per cento circa dei loro prodotti vengono recuperati</span>. Percentuale che diminuisce nel caso dei cellulari, di cui solo il 2-3 per cento viene riciclato.</p>
<p class="alert">&nbsp;</p>
<h3>L&#8217;unica soluzione al problema dei rifiuti elettronici è il principio della responsabilità del produttore</h3>
<p>I produttori devono:<br />
&#8211; aumentare il loro impegno per raccogliere e trattare gli scarti correttamente<br />
&#8211; introdurre programmi volontari di ritiro dei prodotti in disuso<br />
&#8211; rimuovere le sostanze pericolose dai propri articoli già nel ciclo di produzione in modo da agevolare le operazioni di riciclo e recupero dei materiali in essi contenuti.</p>
<p>Fonte | <a href="http://www.greenpeace.org/italy/news/rapporto-rifiuti-elettronici" class="broken_link" rel="nofollow">Greenpeace</a></p>
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		<title>Greenpeace: No al Carbone</title>
		<link>https://www.sitissimo.com/greenpeace-no-al-carbone.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Davex]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Nov 2007 12:34:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Inchieste]]></category>
		<category><![CDATA[carbone]]></category>
		<category><![CDATA[contestazione]]></category>
		<category><![CDATA[greenpeace]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>CIVITAVECCHIA, Italia — Greenpeace entra in azione alla centrale Torre Valdaliga Nord di Civitavecchia. Sono otto i climber arrampicati su una gru del cantiere, con un enorme striscione per denunciare la riconversione a carbone dell&#8217;impianto, che allontana l&#8217;Italia dagli obiettivi di Kyoto. Gli operai contestano Greenpeace. Ma l&#8217;azione continua.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><embed src="https://www.youtube.com/v/5Ki9gGZ5RyI&amp;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" height="400" width="500"></embed><br />
CIVITAVECCHIA, Italia — <a href="http://www.greenpeace.org/italy/" target="_blank">Greenpeace</a> entra in azione alla centrale Torre Valdaliga Nord di Civitavecchia. Sono otto i climber arrampicati su una gru del cantiere, con un enorme striscione per denunciare la riconversione a carbone dell&#8217;impianto, che allontana l&#8217;Italia dagli obiettivi di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Protocollo_di_Kyoto" target="_blank">Kyoto</a>. Gli operai contestano Greenpeace. Ma l&#8217;azione continua.</p>
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		<title>Disastro ambientale nel Mar Nero</title>
		<link>https://www.sitissimo.com/disastro-ambientale-nel-mar-nero.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Davex]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Nov 2007 14:44:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo stretto di Kerch è un sito molto importante sul piano naturalistico. Le sue lagune salmastre ospitano, infatti, numerose popolazioni di uccelli migratori e residenti. Nel Mar Nero e nel Mare di Azov vive, inoltre, l&#8217;ultima popolazione della focena dei porti, un piccolo cetaceo costiero ormai estinto nel Mediterraneo. La tempesta di ieri era stata [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo <strong>stretto di Kerch</strong> è un sito molto importante sul piano naturalistico. Le sue lagune salmastre ospitano, infatti, numerose popolazioni di uccelli migratori e residenti.<br />
Nel <strong>Mar Nero</strong> e nel Mare di Azov vive, inoltre, l&#8217;ultima popolazione della focena dei porti, un piccolo cetaceo costiero ormai estinto nel Mediterraneo.</p>
<p>La tempesta di ieri era stata ampiamente prevista dai servizi meteorologici: questa tragedia si poteva evitare. I maggiori danni ambientali sono legati allo sversamento in mare del combustibile della Volganeft-139, una delle due petroliere coinvolte, che erano nel posto sbagliato al momento sbagliato.</p>
<p>Le due imbarcazioni vengono di solito utilizzate per trasportare <strong>il petrolio dalla Crimea</strong> (Ucraina) alla Russia lungo il Volga. Non sono navi adatte ad affrontare un mare in tempesta. E allora perché erano lì? Sicuramente la congiuntura attuale &#8211; con prezzi in ascesa – spinge a usare in modo non sempre saggio le infrastrutture e, tra queste, le navi. Probabilmente la violenza della tempesta ha colto tutti di sorpresa.</p>
<p><strong>Greenpeace</strong> chiede di abbandonare progressivamente la dipendenza dal petrolio e dai suoi derivati.<br />
Gli eventi meteorologici estremi sono una conseguenza del cambiamento climatico. Aumentare la resistenza delle infrastrutture agli eventi estremi è uno dei costosi lasciti dell&#8217;uso dissennato di combustibili fossili. È ora di smettere di usarli, e di trasportarli. Per salvare il clima &#8211; ed evitare in futuro questi disastri &#8211; occorre rivoluzionare il sistema globale dell&#8217;energia e investire su rinnovabili ed efficienza energetica.</p>
<p>Fonte | <a href="http://www.greenpeace.org/italy/news/kerch" target="_blank" class="broken_link" rel="nofollow">Greenpeace.org </a></p>
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