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	<title>rifiuti Archives - Sitissimo.com</title>
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	<description>tecnologia, internet e molto altro</description>
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		<title>Philips e la svolta ecologica, per la felicità di Greenpeace</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Davex]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2009 07:20:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Inchieste]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
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		<category><![CDATA[philips]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Philips ha annunciato che si farà carico del costo di smaltimento e riciclaggio dei propri prodotti. Dopo due anni di pressione da parte di GreenPeace, l&#8217;azienda ha finalmente deciso di eliminare la &#8220;tassa verde&#8221; che gli utenti dovevano pagare su ogni prodotto, facendosi carico dei costi di riciclaggio. L&#8217;azienda in passato si era opposta con [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img decoding="async" fetchpriority="high" class="alignnone size-full wp-image-1673" title="philips-rifiuti" src="https://www.sitissimo.com/wp-content/uploads/2009/03/philips-rifiuti.jpg" alt="philips-rifiuti" width="430" height="306" srcset="https://www.sitissimo.com/wp-content/uploads/2009/03/philips-rifiuti.jpg 430w, https://www.sitissimo.com/wp-content/uploads/2009/03/philips-rifiuti-300x213.jpg 300w" sizes="(max-width: 430px) 100vw, 430px" /></p>
<p><strong>Philips </strong>ha annunciato che <strong>si farà carico del costo di smaltimento e riciclaggio dei propri prodotti</strong>. Dopo due anni di pressione da parte di <strong>GreenPeace</strong>, l&#8217;azienda ha finalmente deciso di eliminare la &#8220;tassa verde&#8221; che gli utenti dovevano pagare su ogni prodotto, facendosi carico dei costi di riciclaggio.</p>
<p>L&#8217;azienda <strong>in passato si era opposta con forza all&#8217;approvazione di leggi che obbligavano le compagnie ad assumersi i costi ambientali del loro lavoro</strong>. La notizia sta nel fatto che, facendosi carico dei costi, Philips, cosi come altre aziende, avrà una motivazione in più per creare prodotti con un minore impatto ambientale, e quindi con minori costi di smaltimento e riciclaggio.</p>
<p><span id="more-1672"></span></p>
<p>L&#8217;azienda ha deciso anche di mettere in piedi <strong>un programma per il ritiro dei prodotti</strong>, in quei paesi dove la legge non obbliga a separare i rifiuti speciali. Una scelta coerente con la  guida di GreenPeace, come quella di orientarsi a processi produttivi più ecosostenibili, impegnandosi a ridurre le proprie emissioni del 30% entro il 2020.</p>
<p>Per GreenPeace la scelta di Philips è partcolarmente importante perché l&#8217;azienda rappresenta uno dei leader del settore, e costituisce un esempio da seguire per gli altri.</p>
<p>via tomshw</p>
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		<title>Rifiuti Elettronici &#8220;WANTED&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Davex]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Feb 2008 15:30:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[elettronici]]></category>
		<category><![CDATA[greenpeace]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo le stime dell&#8217;Onu vengono prodotti all&#8217;anno 20-50 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici, compreso il 5 per cento contenuto nei rifiuti solidi urbani. Il destino di questa enorme quantità di rifiuti è sconosciuto: si tratta di un flusso nascosto che non viene intercettato dai sistemi di recupero attualmente operanti. Per flusso nascosto si intende [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img decoding="async" src="https://www.sitissimo.com/wp-content/uploads/2008/02/rifiuti.jpg" alt="Rifiuti Elettronici “WANTED”" /></p>
<p>Secondo le stime dell&#8217;Onu<span style="font-weight: bold"> vengono prodotti all&#8217;anno 20-50 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici</span>, compreso il 5 per cento contenuto nei rifiuti solidi urbani. Il destino di questa enorme quantità di rifiuti è sconosciuto: si tratta di un flusso nascosto che non viene intercettato dai sistemi di recupero attualmente operanti. Per <span>flusso nascosto</span> si intende la differenza tra le quantità di prodotti immessi nel mercato in passato e le quantità effettivamente recuperate come rifiuti dalle attività di raccolta.</p>
<p>Anche nella stessa <span style="font-weight: bold">Unione Europea</span> &#8211; soggetta a regolamentazioni più rigide &#8211; <span style="font-weight: bold">non c&#8217;è un&#8217;informazione precisa su dove va a finire più del 75 per cento dei rifiuti elettronici prodotti</span>. Negli <span>Stati Uniti</span> la percentuale potrebbe essere ancora superiore, fino a punte dell&#8217;80 per cento visto che una quota dei rifiuti recuperati viene esportata.</p>
<p>Nei paesi di recente industrializzazione è quasi impossibile stimare la percentuale di rifiuti elettronici che sfugge a qualsiasi forma di trattamento o gestione, anche se in <span>India</span> si valuta che <span style="font-weight: bold">circa il 99 per cento dei rifiuti elettrici ed elettronici (143 mila tonnellate all&#8217;anno) viene assorbita dai settori &#8220;informali&#8221; del riciclo o viene semplicemente gettato in discariche illegali</span>.</p>
<p><span id="more-298"></span></p>
<p>Sono i <span>lavoratori asiatici</span>&#8211; costretti a disassemblare questi prodotti a mani nude &#8211; <span style="font-weight: bold">i piu&#8217; esposti alla miscela dei composti chimici tossici contenuti nei rifiuti elettronici</span>. Per non parlare dell&#8217;inquinamento arrecato all&#8217;acqua, all&#8217;aria e al suolo non solo in corrispondenza dei cantieri di lavoro ma anche nelle aree limitrofe.</p>
<p>Un altro dato scioccante è che la montagna di prodotti elettronici obsoleti sta crescendo a un tasso elevatissimo. Per due ragioni: la rapida evoluzione del settore e il loro ciclo di vita sempre più breve. Si stima che entro il 2008 si raggiungerà quota due miliardi di cellulari presenti al mondo!</p>
<p>Esiste oggi un flusso nascosto di rifiuti tecnologici &#8211; che si attesta su una media del 91 per cento dei prodotti immessi al consumo &#8211; anche nei casi delle aziende che danno informazioni sui propri articoli a marchio. I dati forniti da quattro produttori di computer &#8211; che hanno già adottato misure di ritiro e riciclo dei beni a fine vita &#8211; <span style="font-weight: bold">indicano che solo il 10 per cento circa dei loro prodotti vengono recuperati</span>. Percentuale che diminuisce nel caso dei cellulari, di cui solo il 2-3 per cento viene riciclato.</p>
<p class="alert">&nbsp;</p>
<h3>L&#8217;unica soluzione al problema dei rifiuti elettronici è il principio della responsabilità del produttore</h3>
<p>I produttori devono:<br />
&#8211; aumentare il loro impegno per raccogliere e trattare gli scarti correttamente<br />
&#8211; introdurre programmi volontari di ritiro dei prodotti in disuso<br />
&#8211; rimuovere le sostanze pericolose dai propri articoli già nel ciclo di produzione in modo da agevolare le operazioni di riciclo e recupero dei materiali in essi contenuti.</p>
<p>Fonte | <a href="http://www.greenpeace.org/italy/news/rapporto-rifiuti-elettronici" class="broken_link" rel="nofollow">Greenpeace</a></p>
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		<title>Spazzatour &#8211; il giro turistico nei rifiuti campani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Davex]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jan 2008 10:06:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Inchieste]]></category>
		<category><![CDATA[campania]]></category>
		<category><![CDATA[emergenze]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[vergogna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ormai la situazione in Campania è disastrosa, il governo e le istituzioni sono con l&#8217;acqua alla gola, nessuno sa cosa fare, si prova ad abbozzare a soluzioni (vedere la situazione di tensione creatasi in questi giorni a Pianura).I giornalisti stranieri hanno fatto un tour in Campania, non credendo ai loro occhi. Addio turismo. Addio produzioni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><embed src="https://www.youtube.com/v/CPbDwrWh49g&amp;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" height="501" width="600"></embed><br />
Ormai la situazione in Campania<strong> è disastrosa</strong>, il governo e le istituzioni s<strong>ono con l&#8217;acqua alla gola</strong>, nessuno sa cosa fare, si prova ad abbozzare a soluzioni (vedere la situazione di tensione creatasi in questi giorni a Pianura).I <strong>giornalisti stranieri</strong> hanno fatto un tour in Campania, non credendo ai loro occhi.<br />
Addio turismo. Addio produzioni agricole. Addio tutto, tranne ai tumori in aumento. I responsabili di un disastro peggiore di un terremoto non si vogliono schiodare dalle loro sedie. Il tandem <strong>Bassolino-Jervolino</strong>, entrambi nel comitato dei 45 saggi del <strong>Partito Democratico</strong>, fa ammuina. Il Presidente napoletano Napolitano, compagno di partito di Bassolino, dalla piazzetta di Capri si è detto allarmato.<br />
In carcere finirà chi protesta, i responsabili rimarranno a piede libero pagati da noi.</p>
<p>da <a href="http://www.beppegrillo.it" target="_blank">Beppegrillo.it</a></p>
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