L’idea, venuta fuori qualche giorno fa, parla di ponti radio della RAI, utilizzati per trasmettere i segnali televisivi in tutta Italia, che potrebbero essere sfruttati per far arrivare la connessione internet nelle zone in cui le soluzioni cablate sono economicamente proibitive a causa della conformazione orografica del terreno (digital-divide).
La proposta è arrivata da Leonardo Metalli, redattore del TG1, che oltre all’utilizzo dei ponti radio per la diffusione dei segnali TV, vorrebbe sfruttarli per la diffusione della connettività Internet da parte della RAI, creando una rete pubblica chiamata “Wi-Fi RAI Way”, accessibile pubblicamente da tutti senza il bisogno di sottoscrivere un abbonamento, in quanto pagando il canone RAI gli utenti hanno diritto ad accedere gratuitamente al servizio Wi-Fi.
Si tratta del nuovo gadget presentato da Kingston Digital Europe, che permetterà ai possessori di iPhone e iPad di ampliare il proprio spazio a disposizione per documenti, musica, file ecc.
Wi-Drive, permette, grazie all’applicazione “Kingston Wi-Drive” scaricabile dall’App Store, di riprodurre video e musica, di accedere e condividere file con altri dispositivi Apple.
I file vengono recuperati da iPad, iPhone e iPod touch, tramite il collegamento wireless del Wi-Drive, senza l’utilizzo di cavi o di connessione Internet. Possono collegarsi allo stesso Wi-drive fino a 3 utenti simultaneamente.
Questo nuovo standard di comunicazione wireless, il WiFi Direct come rinominato dalla stessa WiFi Alliance, consente di trasferire dati da un dispositivo all’altro (cellulari, stampanti, macchine fotografiche, ecc) alla velocità massima di 250 Mbps e in un raggio di 200 metri senza dover ricorrere ad una rete Wi-Fi o ad appositi access point, proprio come avviene con il Bluetooth, ecco perchè si teme per la sopravvivenza appunto di quest’ultimo.
È stato presentato alla Camera un disegno di legge che prevede l’abrogazione dell’articolo 7 del D.L. n.144 del 2005 che obbliga i gestori di pubblici esercizi a richiedere l’identificazione degli utenti quando devono accedere ad Internet tramite Wi-Fi. Il gestore è inoltre tenuto a richiedere apposita licenza al questore per poter erogare il servizio e a conservare un registro con l’annotazione degli IP e dei dati identificati degli utenti connessi.
Tali norme erano state approvate poco dopo gli attentati terroristici avvenuti a Londra nel 2005 e secondo molti hanno avuto l’unico effetto di limitare la diffusione degli accessi Wireless in Italia.
Le restrizioni attualmente in vigore in Italia non sono peraltro presenti in nessun altro paese occidentale, Stati Uniti compresi.
La FCC (Federal Communications Commission), agenzia governativa statunitense che controlla l’uso degli spettri radio, ha approvato le regole per l’utilizzo del cosiddetto “spazio bianco”, delle frequenze intermedie non usate da emittenti televisive.
Sarà possibile, così, realizzare dispositivi in grado di comunicare senza fili anche a lunghe distanze e ad altissima velocità. Praticamente un Super Wi-Fi, che utilizzerà frequenze comprese tra i 470 e i 678 MHz, mentre il Wi-Fi “casalingo” lavora su frequenze comprese tra i 2,4 GHz e i 5 GHz, il che significa che potrà garantire una velocità di download di 15-20 Mbps e una copertura di gran lunga più ampia.
Lo standard Wi-Fi 802.11ac supporterà una velocità di trasferimento dati di 1 Gbps. Il consorzio industriale (IEEE) che si occupa delle tecnologie wireless ha avviato un confronto interno che entro due anni consentirà al Wi-Fi 802.11 di disporre di maggiore banda passante, sfruttando frequenze di 80MHz o anche di 160MHz.
Sotto il profilo tecnico il Wi-Fi 802.11ac dovrebbe lavorare sulla banda da 5GHz e sfruttare canali da 80MHz (forse da 160MHz). In questo modo, grazie anche alle rinnovate tecniche di modulazione, le prestazioni complessive dovrebbero raggiungere la velocità di 1 Gbps, praticamente 3 volte più veloce del nuovissimo standard 802.11n.
Venezia si prepara a lanciare un servizio di connettività wi-fi, fruibile inizialmente da parte dei soli residenti e presto esteso anche a chi lavora o studia nella città lagunare, in maniera totalmente gratuita.
In molte zone del capoluogo veneto, quindi, sarà possibile collegarsi alla rete Internet fruendo della connettività Wi-Fi avendo così la possibilità di “navigare“ da un portatile, uno smartphone, un netbook o un palmare.
Sembra che la catena di Fast Food più diffusa al mondo, McDonald’s, stia per lanciare un’ulteriore servizio per i clienti dei suoi ristoranti, l’accesso a internet tramite un servizio di Wi-Fi gratuito in 320 ristoranti in tutta Italia (su 400 totali).
Ogni cliente/utente per accedere per la prima volta al servizio compilerà un modulo di registrazione on-line, per ottenere così Username e Password necessari alla connessione, che saranno poi inviate tramite Sms al numero cellulare indicato durante la registrazione.