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Beppe Grillo ha saltato l’assemblea degli azionisti Telecom Italia 2008 ma la sua parte, in modo più serioso e meno spettacolare, l’ha fatta l’economista Luigi Zingales, consigliere indipendente, cioè non nominato dagli azionisti di maggioranza.

Zingales ha definito “scandalose” le liquidazioni pagate agli ex top manager di Telecom Riccardo Ruggiero, già amministratore delegato, e Carlo Buora, vicepresidente. Da questo punto di vista ha definito un miglioramento la retribuzione di Bernabè più legata al raggiungimento di obbiettivi, tra cui l’aumento della “customer satifsaction”, cioè del gradimento della clientela.

Zingales ha poi giudicato eccessive le retribuzioni degli stessi consiglieri di amministrazione: un modo per comprare la loro indipendenza di giudizio da parte del management, che invece dovrebbero controllare e giudicare. Da parte sua Zingales destinerà metà del suo emolumento da consigliere all’acquisto di azioni Telecom.

Le “stock option” per i manager sono state invece bocciate dal rappresentante della Banca d’Italia che ha così confermato il giudizio dell’attuale governatore Draghi, molto critico nei confronti dei manager italiani troppo ben pagati a fronte di salari per i lavoratori dipendenti fra i più bassi d’Europa.

Via Zeusnews


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Il logo dell’ormai defunto portale “pubblico” Italia.itIl vicepremier Francesco Rutelli respinge le accuse di una qualsiasi responsabilità del Governo rispetto al fallimento di Italia.it: “La colpa è del Governo precedente, perché quello attuale le ha tentate tutte per tenere in vita e rilanciare un portale concepito male fin dall’inizio”.

“Il progetto del portale fu varato dal precedente governo, voluto e validato dall’allora ministro per l’Innovazione Lucio Stanca. Se si cercano responsabilità per l’inefficacia della soluzione tecnologica e l’incongruità dei finanziamenti ci si rivolga, dunque, al governo della passata legislatura“.

Rutelli sostiene che se il suo governo si è impegnato nel lancio del portale lo scorso Febbraio era proprio perché erano giunte pressioni per tentare di salvare Italia.it.

“In quella circostanza fu sottolineato con estrema chiarezza che si trattava di una sperimentazione e che era necessaria l’implementazione dei contenuti, innanzitutto da parte delle regioni italiane, con l’obiettivo di mettere in rete l’edizione definitiva del portale nel marzo 2008“. Il vicepremier ha anche rivendicato che già a pochi giorni dal lancio del portale lui stesso “formalizzò le proprie critiche ed osservazioni al raggruppamento temporaneo di imprese che si era aggiudicato l’appalto per l’evidente inadeguatezza della release”

Per il futuro Rutelli è tornato a raccomandare il passaggio di tutto quello che comunque è stato fatto all’ENIT, l’Agenzia Nazionale del Turismo. “È l’ENIT infatti – si legge nella nota – ad avere la responsabilità di promuovere il turismo italiano presso i potenziali visitatori e chi se ne occupa professionalmente”. L’ENIT, controllato da Stato e regioni, che hanno la competenza esclusiva sul turismo locale, guidato da Umberto Paolucci, “sta preparando, un più aggiornato, efficiente e razionale portale turistico”.

Che l’Italia abbia comunque bisogno di un qualche portale turistico lo ha voluto esplicitare ieri anche Bernabò Rocca, presidente di Federalberghi, secondo cui “al di là delle responsabilità oggettive che hanno fatto purtroppo fallire una simile iniziativa, da noi sempre sostenuta per l’ovvia operatività che avrebbe avuto, in un’epoca come l’attuale caratterizzata dallo sviluppo tecnologico e da Internet, bisogna che Stato, Regioni, ENIT e imprese si riuniscano urgentemente attorno ad uno stesso tavolo, per capire quali soluzioni reali ed alternative esistano al momento“.

Vedremo come andrà a finire, speriamo almeno che i soldi fin qui spesi (e sono davvero tanti, senza dubbio troppi!) non siano stati proprio buttati nel cesso (scusate il francesismo).


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Ormai la situazione in Campania è disastrosa, il governo e le istituzioni sono con l’acqua alla gola, nessuno sa cosa fare, si prova ad abbozzare a soluzioni (vedere la situazione di tensione creatasi in questi giorni a Pianura).I giornalisti stranieri hanno fatto un tour in Campania, non credendo ai loro occhi.
Addio turismo. Addio produzioni agricole. Addio tutto, tranne ai tumori in aumento. I responsabili di un disastro peggiore di un terremoto non si vogliono schiodare dalle loro sedie. Il tandem Bassolino-Jervolino, entrambi nel comitato dei 45 saggi del Partito Democratico, fa ammuina. Il Presidente napoletano Napolitano, compagno di partito di Bassolino, dalla piazzetta di Capri si è detto allarmato.
In carcere finirà chi protesta, i responsabili rimarranno a piede libero pagati da noi.

da Beppegrillo.it


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