…informatica, internet, web 2.0, utility e trucchi vari


Gad Lerner andrà in onda stasera con la sua trasmissione “L’infedele” con la puntata dedicata allo scandalo sulla telefonia, scoppiato in questi giorni, e che coinvolge operatori come Fastweb e la stessa Telecom Italia, che controlla la stessa rete.

La trasmissione era stata censurata, con le ovvie e sacrosante polemiche che ne sono scaturite, ma a quanto pare c’è ancora un pò di buon senso e la trasmissione andrà regolarmente in onda stasera dalle 21.10 su La7.


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Il tocco testa/mano di Couto

L’Inter vince ma, dopo il dubbio rigore su Cruz della scorsa settimana, recupera la partita contro il Parma grazie ad un rigore regalato dalla terna arbitrale a cinque minuti dalla fine con il Parma in vantaggio 2-1.

L’unico a sostenere l’esistenza della massima punizione è (ovviamente) Mancini , che anche dopo essere messo a conoscenza del regolamento, che cito testualmente:

A QUALI CRITERI DEVE ATTENERSI L’ARBITRO PER STABILIRE CHE UN CALCIATORE HA TOCCATO IL PALLONE CON LE BRACCIA O CON LE MANI VOLONTARIAMENTE?
Deve valutare se il contatto tra il pallone, la mano o il braccio è voluto dal calciatore o se questi allarga o alza le mani o le braccia con l’intenzione di costituire maggior ostacolo alla traiettoria del pallone.
Qualora nell’effettuazione di un calcio di punizione i calciatori della squadra difendente formino la barriera coprendo un maggiore spazio con le braccia distaccate dai fianchi, l’eventuale contatto conseguente al tiro deve essere considerato intenzionale.
Non deve però essere considerato intenzionale il gesto istintivo di ripararsi il viso od il basso ventre dal pallone, oppure se, per naturale effetto del movimento corporeo, un calciatore tiene le braccia distaccate dal tronco ed il pallone vi batte contro, oppure se per effetto della distanza ravvicinata il calciatore non ha potuto evitare il contatto tra le braccia ed il pallone.

Sostiene che non sia possibile saltare di testa con le braccia alte (il Mancini calciatore, non brillava certo per i colpi di testa, il che è tutto dire).

Oltre al suddetto episodio, c’è da segnalarne un altro, avvenuto nel primo tempo…

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Il logo dell’ormai defunto portale “pubblico” Italia.itSi sono spenti i riflettori sull’ennesima brutta pagina della nostra nazione: il “portalone” Italia.it – il sito che avrebbe dovuto dare visibilità alle bellezze del nostro paese per attirare il turismo straniero – è morto dopo un’agonia durata mesi, e senza aver mai “vissuto” veramente, visto che il progetto ha cominciato a fare acqua da tutte le parti, sin dal suo concepimento.

Si dice che per realizzarlo siano stati spesi ben 45 milioni di euro (alcuni riferimenti parlano di 58 milioni!) investiti nel carrozzone Italia.it e solo 100 mila sarebbero stati investiti per il logo del sito (in foto).

Le cifre sarebbero ben lontane da quelle della leggenda, ma comunque spropositate per chi lavora su web e realizza quotidianamente siti web e portali visitabili senza problemi, senza dover investire in tecnologie fantascientifiche. Nel dicembre scorso sembrava esserci un raggio di sole per Italia.it, ma l’inizio del 2008 ci ha riportati con i piedi per terra, ad analizzare l’ennesima figuraccia e sperpero di denaro pubblico.

Una decisione presa giovedì sera dal Dipartimento dell’innovazione tecnologica del ministro Luigi Nicolais. Niente annunci. Niente comunicati stampa. Niente spiegazioni.

A seguire il “bellissimo” spot in lingua inglese, del ministro Francesco Rutelli realizzato proprio allo scopo di pubblicizzare il portale e la nostra bella Italia…

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