…informatica, internet, web 2.0, utility e trucchi vari


«L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha deciso di estendere l’istruttoria per possibile abuso di posizione dominante, avviata nei confronti di Google l’estate scorsa, alle condizioni imposte in Italia agli editori dei siti web nei contratti di intermediazione per la raccolta pubblicitaria on-line»,.

“Nei contratti conclusi dagli editori per l’affiliazione al programma AdSense, la percentuale ad essi spettante è definita senza che Google fornisca elementi utili a verificare la determinazione dei corrispettivi effettivamente percepiti”, si legge nella delibera dell’Agcom del 3 marzo. “Inoltre”, è scritto nel provvedimento, “gli utenti AdSense ricevono come corrispettivo somme determinate da Google di volta in volta a sua assoluta discrezione;

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Il ministro della cultura francese Frederic Mitterand incaricato dal governo per “migliorare l’offerta di beni culturali online e trovare formule più efficaci di retribuzione per chi produce contenuti” sarebbe al lavoro per introdurre una tassa mirata a colpire la “pubblicità online”.

Cadono nel target, colossi quali Google, Yahoo!, ma anche Facebook e non meno, Microsoft, che fanno dell’online advertisement, una delle principali fonti di guadagno (almeno per quel che riguarda la parte dedicata “all’online”).

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facebook

Da venerdì scorso, Facebook ha iniziato ad utilizzare le foto degli utenti per i propri banner pubblicitari rivolti agli amici.

Praticamente qualsiasi persona abbiate nella vostra lista amici, potrà vedere la vostra fotografia in banner che sponsorizzano qualunque cosa.

Se volete potete impedire al portale di utilizzare impropriamente le vostre foto per la pubblicità.

Andate in Impostazioni -> Impostazioni sulla privacy -> Notizie e Bacheca -> Inserzioni di Facebook -> Presenza nelle Inserzioni di Facebook e poi impostate il valore su “Nessuno”.


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Facebook ha scelto di aumentare le entrate, attualmente derivanti solo dalla pubblicità online (e insufficenti a coprire le spese), attraverso la gestione di tutti quei micro-pagamenti online, che vengono fatti dagli utenti per esempio in molte applicazioni, giochi e quant’altro. Nelle prossime settimane potrebbero essere avviati i primi test sul campo.

Non sono ancora chiari i dettagli del progetto, certo è che il modello ricorda non poco il sistema adottato su Second Life. Non ci sono ancora annunci ufficiali, ma sembra proprio che Facebook vorrà gestire tutti questi micropagamenti e quindi incassarne quella percentuale, che moltiplicata per migliaia (se non milioni di utenti) porterebbe una boccata di ossigeno alle casse del social network.


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Il referendum indetto da Facebook sui termini d’uso si è concluso, hanno votato solo 600.000 utenti (il minimo richiesto era 60 milioni) che in maggioranza si sono espressi a favore del nuovo accordo. L’amministrazione di Facebook ha deciso, però, di rispettare comunque la volontà degli utenti che hanno deciso di esprimersi, e adotterà i nuovi termini di servizio (quindi i dati apparterranno ai singoli utenti e non a Facebook). Si dicono, però, delusi dalla scarsa partecipazione, e sperano che, in futuro, questo elemento cambierà in meglio.

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televisione_antica

Da alcuni recenti sondaggi,  sembra che la TV nel prossimo anno verrà definitivamente sorpassata da Internet. Ad oggi il 47,5% degli europei dispone di una connessione ad internet e nel 2008 sono state 9 le ore passate in media sul web, il 27% in più rispetto al 2004.

Si stima che saranno in media 14,2 le ore settimanali passate su internet nel 2010, contro le 11,5 davanti alla TV. Oggi una persona su sei (in una fascia d’età compresa tra i 18 e i 24 anni) si serve solamente di contenuti dal web e il 42% di essi guarda filmati televisivi direttamente da internet.

Questa rivoluzione ha portato e continua a portare novità a livello di marketing, che dovranno anche ridefinire il proprio target. Nel 2009 gli inserzionisti sposteranno un altro +9,5% di investimenti verso la rete a scapito (-0,2%) della pubblicità tradizionale.


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internet

Online Publishers Association, l’associazione USA degli editori online, ha intenzione di intervenire sugli standard che limitano le dimensioni dei banner. In pratica, motori di ricerca come Google e gli editori più importanti, che dominano il 66% di share del mercato online, si affideranno a tre tipi nuovi di banner. I Fixed Panel saranno di 336 x 860 pixel, con scrolling verticale.

Gli XXL Box raggiungeranno i 468 x 648 pixel, è vanteranno funzionalità video. I Pushdown potranno sfiorare i 970 x 418 pixel, e coprire completamente la pagina web del sito per poi ritrarsi verso l’alto.

L’obiettivo è ovviamente quello di far aumentare i profitti, l’unico problema di questa strategia è che forse non bada troppo alla condizione dei servizi di connettività, provate voi a caricare una pagina web farcita di megabanner, con una normale connessione 56kbps.


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