SIAE senza vergogna, chiede una tassa sull’ADSL
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SIAE (Società Italiana Autori e Editori) ha richiesto una legge per ottenere un contributo in percentuale (simile a quello che già gli utenti pagano con l’acquisto di un cd/dvd vergine, o di un lettore mp3) da versare direttamente alla Siae da parte di tutti quei provider che forniscono a pagamento la linea Adsl veloce.
In pratica è come se chiunque abbia un’ADSL, o sta per averne una, venga “accusato” di ledere i diritti d’autore. La Siae crede anche che utilizzare le connessioni Adsl, per scaricare opere protette sia profondamente ingiusto e che da questa attività commerciale i provider traggano enormi vantaggi economici, non versando, a puro titolo di risarcimento, una parte dei loro proventi agli autori per i diritti evasi.
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Negli USA arriva la connessione domestica da 50Mbps
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Mentre l’Italia arranca tra offerte ADSL da 20mbps (che raramente, oppure mai, raggiungono le velocità promesse), negli USA sta per essere lanciata una nuova offerta per gli utenti privati, che promette velocità da ben 50Mbps.
A lanciarla, il noto provider statunitense: Comcast. Nel dettaglio si parla di 50Mbps in download e 10Mbps in upload. Si tratta di una soluzione rivoluzionaria, frutto del costante sviluppo del network e della collaborazione con Cable Laboratories. L’ISP, inoltre, ha promesso che in futuro si potranno raggiungere i 160 Mbps.
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The Pirate Bay deve essere riaperto
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Questa la sentenza di ieri 25 Settembre del Tribunale del Riesame di Bergamo ha accettato il ricorso di Peter Sunde e il sito della baia dei pirati, deve ritornare accessibile a tutti gli utenti dei provider italiani. Era infatti stato bloccato dal 10 Agosto 2008.
E’ un evento degno di nota, in quanto per la prima volta (almeno in Italia) c’è un segnale forte sul diritto alla frequentazione di Internet anche nei suoi aspetti più “ambigui”, trattandosi infatti di un sito (The Pirate Bay) che di fatto, fornisce collegamenti a file torrent che consentono di scaricare qualunque cosa, legale o illegale che sia, l’uso e la responsabilità che ne deriva è di fatto rimandata del tutto all’utente finale.
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Testare se un sito è irraggiungibile per tutti o solo per voi
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Downforeveryoneorjustme.com è un semplice sito web che serve a verificare se un sito web che magari non riusciamo ad aprire, sia down per tutti, oppure soltanto per noi. Infatti può accadere che ci siano problemi con i DNS utilizzati per la navigazione oppure nei casi peggiori che il provider che ci fornisce la connessione filtri determinati siti web.
Il funzionamento è ovviamente molto intuitivo, basta aprire il determinato sito e inserire l’indirizzo del sito di cui verificare lo stato. Quindi potete salvare l’indirizzo nella barra dei preferiti e utilizzarlo quando necessario.
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Niente di nuovo, l’ADSL in Italia è la più costosa d’Europa
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E’ quello che emerge dal rapporto annuale di Altroconsumo, che confronta le tariffe tra l’Italia e altri 7 paesi europei (Spagna, Portogallo, Belgio, Paesi Bassi, Germania, Francia e Gran Bretagna). Gli utenti più penalizzati sono quelli che navigano poco (fino a 10 ore al mese): l’operatore italiano più conveniente per questa fascia (Tele2) costa il 120% in più della migliore tariffa europea (il provider britannico Talk Talk).
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Scopri se il tuo provider filtra il P2P
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Attraverso questa applet Java (Glasnost) che simula lo scambio dati via browser attraverso il protocollo BitTorrent, e possibile scandagliare il traffico, e quindi rilevare gli eventuali blocchi attivati dai provider.
In Italia, per il momento, su 182 host analizzati nessuno ha evidenziato blocchi. “Vogliono ergersi a controllori della Rete, bloccano senza che ce ne sia bisogno”, sostengono gli attivisti di Save The Internet.
Intanto i provider accusati di poca “neutrality” continuano a difendersi con la scusa che la gestione del traffico sia fondamentale per consentire prestazioni adeguate a tutta la clientela.
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BitTorrent sviluppa un nuovo sistema di oscuramento IP…
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BitTorrent.org sta mettendo a punto una soluzione difensiva per proteggere i suoi utenti dalle rinnovate ingerenze degli ISP. Le nuove soluzioni hardware e software sviluppate per rallentare e in alcuni casi inibire lo sharing online potrebbero essere quindi a breve aggirate.
Il forum aperto di BitTorrent ha confermato: starebbe lavorando ad una nuova estensione capace di oscurare gli indirizzi IP attivamente coinvolti in uno scambio dati. In questo modo non sarebbe più possibile individuare peer e traker da parte degli ISP.
“Negli ultimi mesi i consumatori hanno goduto di una partecipazione senza precedenti nel processo politico grazie alla possibilità di diffondere online opinioni e commenti nei dibattiti presidenziali tenuti su YouTube. Musicisti, registi e artisti stanno scoprendo nuove strade per raggiungere la potenziale audience nel mondo grazie a MySpace e BitTorrent. Gli studenti sono impegnati con strumenti d’istruzione interattiva nei loro istituti, ha commentato Ashwin Navin, presidente di BitTorrent Inc..
Navin è convinto che il Governo dovrebbe intervenire sul lavoro dei provider e non “permettergli di interferire o interrompere le comunicazioni dei consumatori, per proteggere i rispettivi margini di profitto”, poiché di fatto “sarebbe un tremendo colpo per l’economia del paese”.
Fonte | Tomshw
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