Lo sappiamo, ormai nel mondo del web e dei motori di ricerca (ma non solo), sono loro a farla da padroni, Microsoft e Google, che spesso si “azzuffano” in maniera moralmente corretta, ma che spesso si lasciano andare a campagne pubblicitarie, denigrando la concorrenza, come fece Google quando derise Internet Explorer a favore di Chrome, e come adesso fa Microsoft accusando Google, e nello specifico, il suo famosissimo servizio di posta elettronica, Gmail, di violazione della privacy, proponendo Outlook.com come valida alternativa.
Microsoft riporta degli esempi, su come Google, usi i testi delle mail che spesso vengono inviate, per proporre annunci pubblicitari: “Per esempio, se scrivi ad una tua amica per informarla che ti stai separando da tuo marito, Google ti mostra gli annunci pubblicitari di avvocati divorzisti. Oppure, se chiedete ad un amico suggerimenti per le vacanze, Google utilizza queste informazioni per gli annunci di agenzie di viaggio o compagnie aeree”
Tutti gli utenti di internet potranno presto decidere in maniera libera e consapevole se far usare o no le informazioni sui siti visitati per ricevere pubblicità mirata.
L’Authority ha avviato una consultazione pubblica diretta a tutti i gestori, grandi e piccoli, dei siti e alle associazioni maggiormente rappresentative dei consumatori con l’obiettivo di acquisire contributi e suggerimenti.
La consultazione avviata dal Garante della privacy, si concluderà entro 90 giorni dalla pubblicazione del provvedimento sulla Gazzetta Ufficiale. Le proposte relative all’informativa semplificata potranno essere inviate all’Autorità per posta o in via telematica alla e-mail consultazionecookie@gpdp.it. Il Garante si è riservato di valutare anche eventuali proposte che potrebbero pervenire da università e centri di ricerca. Leggi il resto dell’articolo »
La Data Protection Commissioner d’Irlanda (una sorta di nostro Garante per la privacy), ha intimato al noto social network blu, di disabilitare la funzione di tag automatico dei volti nelle foto caricate dagli utenti, quantomeno per gli utenti europei.
La disposizione è già effettiva per i nuovi utenti di Facebook, mentre la disattivazione generale della funzione avverrà entro il prossimo 15 ottobre.
Ormai è diventata una sorta di caccia alle informazioni sensibili, dati privati di utenti di diverse grandi aziende, vengono sottratte illegalmente, dopo aver bucato la rete di sicurezza.
L’ultimo in ordine di tempo è quello subito pochi giorni fa dalla divisione locale di Seiko Epson Corporation, in seguito al quale sono stati sottratti i dati di circa 350.000 utenti.
Google ha iniziato a cancellare tutti i profili dal suo social network, Google+, di chi si è iscritto usando pseudonimi, nickname o altri nomi di fantasia. BigG ha preso questa decisione, in seguito alle lamentele degli utenti.
Una portavoce di Google ha riferito che non solo verranno cancellati i profili di chi è iscritto con pseudonimi, ma anche i profili business di VIP e aziende. Questa scelta è stata presa perché saranno introdotti ufficialmente gli account business nel corso dei prossimi mesi.
Google potrebbe eliminare il suo servizio Street View dalla Svizzera, se non viene capovolta una sentenza del tribunale che costringerebbe l’azienda a sfocare ogni volto che appare all’interno del servizio.
I vertici di Mountain View sono uniti nel voler presentare ricorso contro una decisione di un tribunale, che sosteneva a marzo la violazione della privacy di Google perché l’applicazione non era in grado di sfocare, al 100%, i volti individui e le targhe dei veicoli.
Peter Fleischer (Google) ha detto durante una conversazione con i giornalisti che non possono rispettare i termini attuali del tribunale. “Se la sentenza non sarà modificata, non avremo altra scelta che ritirare Google Street View e servizi simili dalla Svizzera”.
In seguito alle molte proteste ricevute, per l’apertura di alcuni campi personali degli utenti, quali indirizzo di casa e numeri di telefono, Facebook ha deciso di fare un passo indietro e bloccare tale possibilità ai produttori di applicazioni del famoso social network.
Il problema è che molti utenti nemmeno si erano accorti dell’aggiunta e hanno continuato a dare il proprio assenso, senza notare che consegnavano in questo modo alcuni dati legati alla loro vita “reale”. Considerando il fatto che alcuni produttori di applicazioni sono stati accusati di vendere i dati ottenuti da Facebook, il rischio per la privacy era più che concreto.
ilblog degli sviluppatori di Facebook, ha comunicato la prossima apertura ai developer delle seguenti informazioni sugli utenti: “user_address” e “user_mobile_phone“.
Quando inseriti nel proprio profilo, insomma, tanto l’indirizzo di residenza quanto il numero di telefono potranno essere utilizzati nel caso in cui si vada a far uso di applicazioni che ne prevedano la fruizione per specifiche motivazioni.
Fate quindi attenzione a cosa condividete, e a quali applicazioni date il consenso nell’utilizzare i vostri dati profilo.