PosteMobile, al via i pagamenti con il cellulare
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PosteMobile trasforma il cellulare in un portafoglio elettronico, e inaugura l’era dei pagamenti col telefonino. Da oggi i clienti che hanno associato la Sim al conto BancoPosta potranno eseguire bonifici e postagiro per trasferimenti di denaro su un conto corrente bancario o postale.
Con un semplice comando del cellulare del gestore telefonico di Poste Italiane e’ possibile inoltre trasferire denaro da e verso carte prepagate Postepay, effettuare la ricarica del proprio cellulare prelevando l’importo dalla Postepay, verificare il saldo e gli ultimi movimenti del proprio conto BancoPosta o della carta, ricaricare la Sim PosteMobile e la carta Postepay dal proprio conto BancoPosta.
A breve si potranno pagare bollettini, inviare telegrammi, e dal telefonino si potranno pagare, per esempio, i servizi di mobilita’ e trasporto come taxi, bus e treno.
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13 milioni di euro “quasi scippati” al Ministero dell’istruzione
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Il Ministero dell’Istruzione ha rischiato di veder sparire i 13 milioni di euro depositati su un conto presso le Poste Italiane e destinati a finanziare il Bonus alle famiglie di studenti di scuole non statali.
L’ammanco è stato notato durante una delle verifiche periodiche e denunciato dal ministro Fioroni il 16 gennaio. Avviati gli accertamenti, è stato possibile scoprire che i soldi erano stati trasferiti su un conto intestato a una società fittizia di Bologna.
Da lì i soldi sono poi stati spostati in Egitto, su un conto della Egyptians for Investment and Tourism aperto presso la National Bank del Cairo che è stato subito messo sotto controllo e congelato nel momento in cui qualcuno ha cercato di prelevare 50.000 euro.
Gli autori dell’operazione sono sospettati di avere legami con la ‘ndrangheta, mentre i soldi al momento sono bloccati in Egitto in attesa di una rogatoria internazionale.
Le Poste, ora, sono sotto accusa. Il ministero dell’Istruzione ritiene di essere stato vittima di una frode telematica, e quindi chiede che le Poste forniscano i 13 milioni che gli spettano e che sono stati sottratti a causa delle carenti misure di sicurezza.
Dal canto suo, Poste Italiane dice di essere disposta a coprire l’ammanco ministeriale in attesa che il conto egiziano venga sbloccato, ma che il furto non è avvenuto sfruttando buchi nella sicurezza dei suoi sistemi.
In realtà, dicono, qualcuno ha presentato una falsa documentazione per dimostrare di essere autorizzato a operare su quel conto e ha così dato il via alla serie di trasferimenti.
Il ministro Fioroni, invece, è convinto che la questione principale riguardi “la sicurezza informatica e le barriere di controllo, che evidentemente fanno acqua, dei gestori di questi conti”.
Fonte | ZeusNews
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