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12 febbraio, 2008

Italia.it 2.0: La vendetta (contro chi paga le tasse)..

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Il logo dell’ormai defunto portale “pubblico” Italia.it

In una intervista ad Altroconsumo il vicepresidente di ENIT, l’Ente del Turismo Italiano, Enrico Paolini, che ricorda come non solo 21 milioni di euro già stanziati per Italia.it finiranno effettivamente alle regione ma conferma anche che lo stesso ENIT riceverà 9 milioni di fondi per “riavviare il portale”.

“Non dimentichiamoci - ha spiegato Paolini - che l’ENIT è un’Agenzia professionalmente deputata a occuparsi di turismo e che ha tutti i numeri per riuscire a dare seguito a questo progetto”.

Secondo Paolini, del primo tentativo “la piattaforma tecnologica non ha funzionato. La perdita di due anni non è imputabile a noi, ma a chi in maniera folle ha destinato i soldi per un portale per il turismo a chi di questo settore non ne sapeva nulla. I fondi andavano dati subito alle Regioni, risparmiando tempo e denaro. Per fortuna sono rimasti un po’ di soldi, che permetteranno di fare gli interventi tecnologici necessari per riavviare Italia.it“.

Lasciatemi dire una cosa: “Ma ci prendono veramente per idioti??!” A quanto pare, tutto sembra far propendere per il SI.


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21 gennaio, 2008

Italia.it è morto ancor prima di vivere

Scritto in Attualità, Inchieste, Internet | 2 Commenti »

Il logo dell’ormai defunto portale “pubblico” Italia.itSi sono spenti i riflettori sull’ennesima brutta pagina della nostra nazione: il “portalone” Italia.it - il sito che avrebbe dovuto dare visibilità alle bellezze del nostro paese per attirare il turismo straniero - è morto dopo un’agonia durata mesi, e senza aver mai “vissuto” veramente, visto che il progetto ha cominciato a fare acqua da tutte le parti, sin dal suo concepimento.

Si dice che per realizzarlo siano stati spesi ben 45 milioni di euro (alcuni riferimenti parlano di 58 milioni!) investiti nel carrozzone Italia.it e solo 100 mila sarebbero stati investiti per il logo del sito (in foto).

Le cifre sarebbero ben lontane da quelle della leggenda, ma comunque spropositate per chi lavora su web e realizza quotidianamente siti web e portali visitabili senza problemi, senza dover investire in tecnologie fantascientifiche. Nel dicembre scorso sembrava esserci un raggio di sole per Italia.it, ma l’inizio del 2008 ci ha riportati con i piedi per terra, ad analizzare l’ennesima figuraccia e sperpero di denaro pubblico.

Una decisione presa giovedì sera dal Dipartimento dell’innovazione tecnologica del ministro Luigi Nicolais. Niente annunci. Niente comunicati stampa. Niente spiegazioni.

A seguire il “bellissimo” spot in lingua inglese, del ministro Francesco Rutelli realizzato proprio allo scopo di pubblicizzare il portale e la nostra bella Italia…

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