Google ha la ricetta per salvare il mondo
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L’amministratore delegato (CEO) di Google: Eric Schmidt, ha presentato un piano studiato dalla stessa azienda di Mountain View, chiamato “Energia Pulita 2030“, e che punta a impegnare il governo e i cittadini americani a ripensare e rivedere le proprie abitudini in fatto di consumi energetici. Da qui l’idea di un mega-progetto sulle energie alternative, valutato in 4.400 miliardi di dollari, studiato di un team di esperti, tra cui Jeffery Greenblatt, principale fautore del piano.
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L’auto che fa 100 km con un litro di benzina
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Volkswagen 1L, la nuova city-car tedesca, che consentirà di risparmiare al distributore, il prototipo, infatti, è in grado di effettuare 100 km con 1 litro di benzina, un record che fa ben sperare per il futuro.
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E-Fuel e l’auto andranno a zucchero e alcool
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Con il prezzo di benzina e gasolio in costante crescita e lo spettro dell’esaurimento del petrolio nel prossimo futuro, la possibilità di avere soluzioni alternative ai combustibili fossili è sempre interessante. Se poi esiste anche la possibilità di fare il pieno alla propria automobile a casa, tanto meglio.
“Henry Ford, dopotutto, aveva ragione”, dice il video che presenta E-fuel Microfueler, una sorta di raffineria di etanolo casalinga. Il riferimento è alle prime Ford Modello T, che anziché a benzina funzionavano, per l’appunto, a etanolo, finché non è arrivato il Proibizionismo.
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Disastro ambientale nel Mar Nero
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Lo stretto di Kerch è un sito molto importante sul piano naturalistico. Le sue lagune salmastre ospitano, infatti, numerose popolazioni di uccelli migratori e residenti.
Nel Mar Nero e nel Mare di Azov vive, inoltre, l’ultima popolazione della focena dei porti, un piccolo cetaceo costiero ormai estinto nel Mediterraneo.
La tempesta di ieri era stata ampiamente prevista dai servizi meteorologici: questa tragedia si poteva evitare. I maggiori danni ambientali sono legati allo sversamento in mare del combustibile della Volganeft-139, una delle due petroliere coinvolte, che erano nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Le due imbarcazioni vengono di solito utilizzate per trasportare il petrolio dalla Crimea (Ucraina) alla Russia lungo il Volga. Non sono navi adatte ad affrontare un mare in tempesta. E allora perché erano lì? Sicuramente la congiuntura attuale - con prezzi in ascesa – spinge a usare in modo non sempre saggio le infrastrutture e, tra queste, le navi. Probabilmente la violenza della tempesta ha colto tutti di sorpresa.
Greenpeace chiede di abbandonare progressivamente la dipendenza dal petrolio e dai suoi derivati.
Gli eventi meteorologici estremi sono una conseguenza del cambiamento climatico. Aumentare la resistenza delle infrastrutture agli eventi estremi è uno dei costosi lasciti dell’uso dissennato di combustibili fossili. È ora di smettere di usarli, e di trasportarli. Per salvare il clima - ed evitare in futuro questi disastri - occorre rivoluzionare il sistema globale dell’energia e investire su rinnovabili ed efficienza energetica.
Fonte | Greenpeace.org
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