
Sanford Wallace, conosciuto in rete come Spam King o Spamford, è stato condannato da un Tribunale della California a risarcire il noto social network, FaceBook, con una somma che si aggira sui 711 milioni di dollari, per aver violato la legge, varata negli Stati Uniti nel 2003, che vieta l’invio di informazioni pubblicitarie fraudolente via e-mail.
Lo stesso signor Wallace nel 2008 è stato condannato, sempre per lo stesso motivo, al risarcimento di 230 milioni in favore, stavolta, di MySpace. Sarà interessante valutare come il signor Wallace (che nulla a che vedere col protagonista di Braveheart) intenderà pagare la maximulta.
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Multa per eBay, per vendita di materiale tarocco
09 giu 2008

eBay è stata condannata per aver fatto da tramite a una “vendita di borse con la griffe Hermes su eBay.fr, avendo fallito a prevenire con le proprie forze la vendita di materiale d’imitazione e contraffatto di aziende francesi“.
Nella propria difesa, la società d’aste ha spiegato che il suo programma “VeRO” (Verified Rights Owner) è stato progettato per rendere semplice la denuncia di abusi da parte delle aziende produttrici a eBay, Hermes, non se ne sarebbe avvalsa, passando direttamente alla denuncia.
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YouTube rischia una multa da un miliardo di dollari. La causa intentata da Viacom lo scorso anno per non aver adottato una strategia adeguata contro la pubblicazione di materiale protetto da copyright, sembrerebbe essere prossima alla conclusione.
Per Google le cose si stanno mettendo male, gli editori non vogliono che gli utenti condividano o utilizzino in alcun modo film o estratti di filmati e telefilm, e vorrebbero quindi che Youtube vigili, ma più che intervenire in un secondo momento, come già fa oggi, si vorrebbe la prevenzione di ogni pubblicazione illecita.
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Niente cellulare (con fotocamera) nella cabina di voto, alle prossime elezioni politiche
02 apr 2008

All’elettore non sarà vietato l’utilizzo, ma la detenzione: il Consiglio dei Ministri n. 97 del 1 aprile 2008, riunitosi ieri alle 10:50, su proposta del Presidente del Consiglio Romano Prodi e del Ministro dell’Interno Giuliano Amato, ha approvato un decreto-legge “che introduce nell’ordinamento il divieto per gli elettori di portare con sé nella cabina elettorale telefoni cellulari o altri apparecchi idonei a riprodurre o registrare immagini“.
“Se si va al seggio con il telefonino – ha spiegato il ministro uscente – bisognerà depositarlo in un apposto cestino per riprenderlo dopo il voto. Ci saranno dei controlli e se un elettore avrà dichiarato il falso portando con sé il telefonino, andrà incontro ad una sanzione contravvenzionale“. Alle urne per le schede si potrebbe quindi affiancare un’urna per il transito temporaneo dei cellulari: il provvedimento conferisce al presidente del seggio la facoltà di chiedere all’elettore di depositare l’apparecchio prima di entrare in cabina. Il trasgressore potrà essere punito con un’ammenda da 300 a mille euro e l’arresto da tre a sei mesi.
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Multa per pubblicità ingannevole alla Wind
12 mar 2008

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha condannato al pagamento di una multa di €42.500 la società Wind per pubblicità ingannevole. Lo spot incriminatio dall’Autorità è quello per la promozione della tariffa speciale ‘Noi Wind Roaming‘.
In particolare e’ stata considerata ingannevole la scritta fissa apparsa in sovraimpressione durante lo spot che recitava “Noi Wind Roaming parli gratis con i telefonini Wind in Europa”
L’offerta era però soggetta a restrizioni, comunicate ai consumatori attraverso una scritta a caratteri ridotti che scorreva veloce in sovraimpressione.
In più nello spot non si menziona il fatto che le telefonate effettuate all’estero verso cellulari Wind vanno ad intaccare il bonus di 200 minuti di chiamate dell’offerta Noi Wind
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Microsoft: Mega multa di 899 milioni di euro
29 feb 2008

L’Antitrust Ue ha inflitto a Microsoft una sanzione di 899 milioni di euro. Per la casa di Redmond, l’accusa è di aver continuato ad abusare della sua posizione dominante anche dopo la condanna della Commissione Ue nel marzo del 2004, che già costò al gruppo di Bill Gates una supermulta da 497 milioni di euro.
La sanzione record è stato comminata da Bruxelles proprio perché Microsoft non ha rispettato la decisione del marzo 2004 (confermata nel luglio 2006 e nello scorso settembre dalla Corte di giustizia) con cui l’antitrust europeo aveva ordinato di divulgare precise informazioni ai concorrenti per garantire l’interoperabilità tra i diversi sistemi.
La commissaria Ue alla concorrenza, Neelie Kroes, ha notato che Microsoft è stata la prima azienda in cinquant’anni di politica della concorrenza europea che la Commissione medesima ha dovuto multare per non essersi adeguata a una decisione antitrust. Con quella comminata mercoledì, le multe sommate danno un ammontare complessivo di 1,676 milioni di euro.
Ed è andata persino bene al gruppo americano, visto che la Kroes ha sottolineato che la sanzione per non aver rispettato le decisioni dell’antitrust sarebbe potuta arrivare a 1,5 miliardi.
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L’obbligo è in vigore dal dicembre 2001:
Il numero di Partita Iva, attribuito dagli Uffici dell’Agenzia a quanti intraprendono l’esercizio di impresa, arte o professione nel territorio dello Stato, deve essere indicato nella home-page del sito web anche nel caso in cui il sito venga utilizzato per scopi meramente propagandistici e pubblicitari, senza il compimento di attività di commercio elettronico
. Per quanto paradossale possa sembrare un obbligo indifferibile di questo tipo a qualsiasi web designer, per quanto il numero di Partita Iva potrebbe tranquillamente trovare posto in una pagina dedicata del sito, quel numerino per le attività di “impresa, arte o professione” deve essere apposto in home-page.
In caso di omissione, la sanzione minima è di 258 euro ma può salire fino a 2.065 euro.
In molti potrete dire, vabbè è dal 2001 che esiste questa legge, ormai la conosceranno tutti…. avreste ragione, se non che, i controlli stanno cominciando ad essere più intensi in questo periodo, e cominciano a fioccare “realmente” le prime multe, quindi occhio che nell’home page dei vostri siti, ci sia sempre la Partita IVA (anche a fondo pagina, non importa, basta che sia la prima pagina del sito)
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