
Come probabilmente molti di voi già sanno, The Pirate Bay è stata condannata dal tribunale di Stoccolma che ha punito con 1 anno di prigione i quattro responsabili della famosa “baia di pirati”: Il fondatore Peter Sunde (30 anni), Fredrik Neij (30 anni), Gottfrid Svartholm (24 anni) e Carl Lundström (48 anni).
Il processo durato tre settimane (e non decenni come siamo abituati in italia), si è concluso il 17 aprile. The Pirate Bay si aggiunge quindi alla schiera dei vari Napster, Kazaa e Audiogalaxy, caduti in tribunale sotto le accuse dell’industria discografica.Il sito dovrà versare 2,7 milioni di Euro, a titolo di risarcimento, all’industria dell’intrattenimento, molto per una persona normale, ma decisamente poco in confronto ai 106 milioni richiesti dall’accusa, a fronte delle perdite causate dai milioni di download illegali effettuati grazie ai Torrent presenti sul sito.
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YouTube grazie all’accordo con alcune major cinematografiche punta sui film e serie TV, è infatti attivo (al momento solo per gli utenti statunitensi) un vero e proprio canale cinematografico, che inizialmente sarà arricchito da soli film e serie TV di archivio (un pò vecchiotti), ma in futuro anche da qualche novità.
Su youtube.com/shows gli utenti statunitensi possono godere di una ricca selezione proposta da Metro-Goldwyn-Mayer, Sony, Lions Gate Entertainment, CBS, Liberty Media e altre 13 case cinematografiche più piccole (gli utenti di altri paesi potranno vedere quali show sono disponibili, ma non potranno visionarli, per il momento).
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Il processo a The Pirate Bay sta andando piuttosto bene, dal punto di vista degli accusati: non sembra che le major stiano riuscendo a dimostrare facilmente la colpevolezza dei quattro amministratori.
Ciò significa che non c’è alcun bisogno di aiuti esterni né tantomeno di forme di supporto alternativo, come per esempio violare il sito della Federazione Internazionale dell’Industria Fonografica (l’Ifpi).
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Il quinto compleanno di The Pirate Bay
28 nov 2008

La baia di pirati più famosa del web, compie 5 anni. il progetto diventato uno dei principali punti di riferimento della condivisione di contenuti in tutto il mondo (P2P), uscito quasi del tutto indenne dagli assalti delle major dell’industria multimediale mondiale.
The Pirate Bay, come confermano gli stessi admin, doveva essere nient’altro che un network confinato alla Svezia, che sino ad allora non aveva riferimenti nazionali per quel che riguarda il file sharing.
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Un tribunale solo per il P2P illegale
22 mag 2008

In Danimarca esiste un progetto di Legge che prevede la creazione di un tribunale speciale per le questioni riguardanti il P2P illegale. L’obiettivo è proprio quello di velocizzare le procedure di censura ai danni di siti che favoriscono la circolazione illegale di materiale protetto da copyright.
Fino ad ora ogni intervento delle Major è passato attraverso i meccanismi della Giustizia ordinaria, e quindi con tempistiche piuttosto lunghe. La nascita di una Corte specializzata, consentirebbe di velocizzare ogni contenzioso.
Per Ole Husgaard, capo della divisione danese del Partito Pirata, però, si tratterebbe di un rischio per l’intera comunità online. A suo parere la creazione di black-list sarebbe quasi istantanea, ed antecedente a qualsiasi dibattimento giuridico. In pratica, basterebbe una segnalazione da parte dei detentori di copyright per sospendere un sito legato al P2P, e il tutto senza la concessione di un minimo di difesa.
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Sony sta sviluppando un nuovo servizio musicale online a pagamento con abbonamento mensile che consentirà di scaricare tutta la musica che si desidera e contemporaneamente trasferirla su qualsiasi tipo di lettore MP3 – compresi gli iPod.
Il prezzo dell’abbonamento dovrebbe aggirarsi tra i circa 9/12 dollari negli Stati Uniti e 6/8 euro in Europa.
Rolf Schmidt-Holtz, CEO di Sony BMG, ha confermato di essere in trattativa con le altre major per arricchire il catalogo online. I tempi di sviluppo della nuova piattaforma non sono stati resi noti.
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