Tv al Plasma fuorilegge?
14 gen 2009

Il futuro delle TV basate sulla tecnologia al Plasma, è quantomai incerto. La causa è da imputare al loro consumo energetico, tutt’altro che parsimonioso; prendendo ad esempio un televisore al plasma di 42 pollici, il consumo del plasma è di 882 watt contro i 350 watt di un televisore LCD a schermo piatto e i 322 watt di quelli con il tubo catodico.
A valutare nei prossimi mesi, sarà la Commissione Europea, nell’ormai nota battaglia a favore dell’ambiente contro i consumi eccessivi e gli sprechi (ricordiamo che dal 2011 le lampade ad incandescenza diventeranno fuorilegge, sarà vietata la produzione, distribuzione e importazione, anche in tutto il territorio europeo).
Tra le varie proposte, c’è quella di creare un sistema di etichette da esporre sui televisori in modo che i consumatori sappiano esattamente quanto consumeranno, come è stato fatto già da tempo con frigoriferi e lavatrici, con le cosiddette classi (dalla A, la più efficiente, alla G, la più sprecona).
Termini correlati: commissione europea, consumi, energia, etichette, legge, tv al plasma

Le tradizionali lampadine ad incandescenza consumano sotto forma di calore circa il 90% dell’energia elettrica utilizzata, trasformando in luce solo il rimanente 10%.
Un enorme dispendio di energia che può essere evitato, soprattutto al giorno d’oggi, utilizzando lampade fluorescenti compatte ad alta efficienza (LFC), o addirittura le lampade LED.
Le lampade fluorescenti, durano, infatti, circa 8 volte di più e abbattono i consumi complessivi dell’80%, con ovvii benefici economici ed ambientali. Una recente ricerca dell’European Companies Federation (ELC) conferma che la sostituzione delle lampadine ad incandescenza, se fosse effettuata in tutta Europa entro il 2015, porterebbe alla riduzione di 23 milioni di tonnellate di CO2, con un risparmio di 7 miliardi di euro l’anno.
Termini correlati: Ambiente, consumi, lampada a incandescenza, lampade, legge, protocollo kyoto, risparmio, spreco, unione europea
Nuove disposizioni dalla legge salva-blog
02 dic 2008

Roberto Cassinelli, Deputato del PdL, ha mantenuto la promessa: correggere con l’aiuto della comunità online la sua proposta di legge salva-blog. A distanza di poco più di una settimana, ecco la cosiddetta proposta 2.0 per l’editoria online.
Ben definite, le caratteristiche che deve avere un prodotto editoriale online per procedere con la registrazione presso un Tribunale e sottostare all’articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47 (Legge sull’editoria).
Termini correlati: giornale, legge, proposta di legge, registrazione, salva blog, tribunale
Un tribunale solo per il P2P illegale
22 mag 2008

In Danimarca esiste un progetto di Legge che prevede la creazione di un tribunale speciale per le questioni riguardanti il P2P illegale. L’obiettivo è proprio quello di velocizzare le procedure di censura ai danni di siti che favoriscono la circolazione illegale di materiale protetto da copyright.
Fino ad ora ogni intervento delle Major è passato attraverso i meccanismi della Giustizia ordinaria, e quindi con tempistiche piuttosto lunghe. La nascita di una Corte specializzata, consentirebbe di velocizzare ogni contenzioso.
Per Ole Husgaard, capo della divisione danese del Partito Pirata, però, si tratterebbe di un rischio per l’intera comunità online. A suo parere la creazione di black-list sarebbe quasi istantanea, ed antecedente a qualsiasi dibattimento giuridico. In pratica, basterebbe una segnalazione da parte dei detentori di copyright per sospendere un sito legato al P2P, e il tutto senza la concessione di un minimo di difesa.
Termini correlati: condivisione, copyright, danimarca, emule, file, giustizia, illegali, legge, major, peer to peer, Peer to Peer (P2P), pirate bay, Pirateria, siti web, torrent, tribunali

L’obbligo è in vigore dal dicembre 2001:
Il numero di Partita Iva, attribuito dagli Uffici dell’Agenzia a quanti intraprendono l’esercizio di impresa, arte o professione nel territorio dello Stato, deve essere indicato nella home-page del sito web anche nel caso in cui il sito venga utilizzato per scopi meramente propagandistici e pubblicitari, senza il compimento di attività di commercio elettronico
. Per quanto paradossale possa sembrare un obbligo indifferibile di questo tipo a qualsiasi web designer, per quanto il numero di Partita Iva potrebbe tranquillamente trovare posto in una pagina dedicata del sito, quel numerino per le attività di “impresa, arte o professione” deve essere apposto in home-page.
In caso di omissione, la sanzione minima è di 258 euro ma può salire fino a 2.065 euro.
In molti potrete dire, vabbè è dal 2001 che esiste questa legge, ormai la conosceranno tutti…. avreste ragione, se non che, i controlli stanno cominciando ad essere più intensi in questo periodo, e cominciano a fioccare “realmente” le prime multe, quindi occhio che nell’home page dei vostri siti, ci sia sempre la Partita IVA (anche a fondo pagina, non importa, basta che sia la prima pagina del sito)
Termini correlati: controlli, homepage, legge, multa, partita iva, sito web







