Riecco Italia.it, ancora in beta
17 lug 2009

Ci risiamo, il governo e precisamente il ministro del turismo Michela Vittoria Brambilla ha fatto rinascere il portale al turismo: Italia.it.
Per adesso è online una versione beta, non definitiva (per fortuna) molto semplice sia nelle immagini che nel layout. Il sito è discretamente veloce nel caricamento delle pagine, ma a parte una serie di video sulle città e regioni più caratteristiche, l’utilità vera e propria è ancora sconosciuta, l’unico aiuto che arriva dal sito sono dei collegamenti a siti di compagnie aeree, trasporti ecc..
Che dire, per adesso, ripeto, a parte i bei video, non c’è molto di cui parlare, il logo è scandalosamente banale e le linee del sito spoglie e semplicistiche. Vedremo con la versione definitva che è annunciata per Ottobre 2009.
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Italia.it, l’incubo che ritorna?
04 lug 2008

Molti ricorderanno lo scandalo per le enormi cifre che furono utilizzate per questo sito, nelle intenzioni vetrina turistica del nostro paese del mondo, Italia.it, i progetti per il suo rilancio (e altre enormi cifre spese).
Insomma, il progetto torna alla ribalta “grazie a” Michela Vittoria Brambilla, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Turismo.
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In una intervista ad Altroconsumo il vicepresidente di ENIT, l’Ente del Turismo Italiano, Enrico Paolini, che ricorda come non solo 21 milioni di euro già stanziati per Italia.it finiranno effettivamente alle regione ma conferma anche che lo stesso ENIT riceverà 9 milioni di fondi per “riavviare il portale”.
“Non dimentichiamoci – ha spiegato Paolini – che l’ENIT è un’Agenzia professionalmente deputata a occuparsi di turismo e che ha tutti i numeri per riuscire a dare seguito a questo progetto”.
Secondo Paolini, del primo tentativo “la piattaforma tecnologica non ha funzionato. La perdita di due anni non è imputabile a noi, ma a chi in maniera folle ha destinato i soldi per un portale per il turismo a chi di questo settore non ne sapeva nulla. I fondi andavano dati subito alle Regioni, risparmiando tempo e denaro. Per fortuna sono rimasti un po’ di soldi, che permetteranno di fare gli interventi tecnologici necessari per riavviare Italia.it“.
Lasciatemi dire una cosa: “Ma ci prendono veramente per idioti??!” A quanto pare, tutto sembra far propendere per il SI.
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Il vicepremier Francesco Rutelli respinge le accuse di una qualsiasi responsabilità del Governo rispetto al fallimento di Italia.it: “La colpa è del Governo precedente, perché quello attuale le ha tentate tutte per tenere in vita e rilanciare un portale concepito male fin dall’inizio”.
“Il progetto del portale fu varato dal precedente governo, voluto e validato dall’allora ministro per l’Innovazione Lucio Stanca. Se si cercano responsabilità per l’inefficacia della soluzione tecnologica e l’incongruità dei finanziamenti ci si rivolga, dunque, al governo della passata legislatura“.
Rutelli sostiene che se il suo governo si è impegnato nel lancio del portale lo scorso Febbraio era proprio perché erano giunte pressioni per tentare di salvare Italia.it.
“In quella circostanza fu sottolineato con estrema chiarezza che si trattava di una sperimentazione e che era necessaria l’implementazione dei contenuti, innanzitutto da parte delle regioni italiane, con l’obiettivo di mettere in rete l’edizione definitiva del portale nel marzo 2008“. Il vicepremier ha anche rivendicato che già a pochi giorni dal lancio del portale lui stesso “formalizzò le proprie critiche ed osservazioni al raggruppamento temporaneo di imprese che si era aggiudicato l’appalto per l’evidente inadeguatezza della release”
Per il futuro Rutelli è tornato a raccomandare il passaggio di tutto quello che comunque è stato fatto all’ENIT, l’Agenzia Nazionale del Turismo. “È l’ENIT infatti – si legge nella nota – ad avere la responsabilità di promuovere il turismo italiano presso i potenziali visitatori e chi se ne occupa professionalmente”. L’ENIT, controllato da Stato e regioni, che hanno la competenza esclusiva sul turismo locale, guidato da Umberto Paolucci, “sta preparando, un più aggiornato, efficiente e razionale portale turistico”.
Che l’Italia abbia comunque bisogno di un qualche portale turistico lo ha voluto esplicitare ieri anche Bernabò Rocca, presidente di Federalberghi, secondo cui “al di là delle responsabilità oggettive che hanno fatto purtroppo fallire una simile iniziativa, da noi sempre sostenuta per l’ovvia operatività che avrebbe avuto, in un’epoca come l’attuale caratterizzata dallo sviluppo tecnologico e da Internet, bisogna che Stato, Regioni, ENIT e imprese si riuniscano urgentemente attorno ad uno stesso tavolo, per capire quali soluzioni reali ed alternative esistano al momento“.
Vedremo come andrà a finire, speriamo almeno che i soldi fin qui spesi (e sono davvero tanti, senza dubbio troppi!) non siano stati proprio buttati nel cesso (scusate il francesismo).
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