Da Lunedi sono scattati i rincari del 67% sull’accesso base Vodafone (wap.omnitel.it, iphone.vodafone.it, mobile.vodafone.it e blackberry.net) per la navigazione tramite smartphone. Praticamente 2,50 euro, rispetto a 1,5 euro, per una giornata di connessione internet, per un massimo di 250MB di traffico generato – oltre la soglia il prezzo è di 0,1 centesimi/100 KB.
La strategia di aumentare la tariffa base ovviamente è attuata per invogliare l’utenza a puntare su abbonamenti e pacchetti. Potrebbe essere un vantaggio per le casse, ma rischia di allontanare il pubblico meno smaliziato.
Una ricerca effettuata da Audiwebdice che sono ben 34,4 milioni gli abitanti italiani che dispongono di una connessione a internet, praticamente circa il 70% di tutta la popolazione con età compresa tra gli 11 e i 74 anni.
Un risultato importante, considerata la crescita del 7% rispetto all’anno 2010. E se sono 2,8 milioni le famiglie italiane (circa il 60% del totale) che dispongono in casa di un collegamento Internet, aumenta anche la permanenza degli utenti online: nel mese di marzo 2011 si è registrato un +12,4% di persone (25,9 milioni di italiani) che hanno navigato in Internet almeno una volta.
Vodafone ha aggiornato le offerte per chi vuole utilizzare Internet in mobilità, introducendo una limitazione che non va giù agli utenti, il blocco del Voice IP (quindi di servizi come Skype), oltre a un limite di traffico dati, inferiore al passato, in cambio di 3 euro alla settimana o 10 euro al mese offre rispettivamente 250 Mbyte di traffico alla settimana o 1 Gbyte al mese.
Chi volesse utilizzare Skype o gli altri servizi deve forzatamente sottoscrivere una tariffa speciale, denominata Mobile Internet Plus, che costa 8 euro alla settimana e offre 2 Gbyte di traffico al mese.
IPv6 è un protocollo Internet che è stato pensato come successore del protocollo IPv4 attualmente utilizzato. Il problema principale dell’ IPv4 è che sta quasi esaurendo i circa 4 miliardi di indirizzi IP per server, ISP, utenti, dispositivi e siti web da condividere.
IPv6 offre una combinazione di indirizzi, infinitamente maggiore e il passaggio da IPv4 a IPv6 sarà difficoltoso in quanto richiede uno sforzo coordinato di tutte le parti, compresi gli utilizzatori di Internet. Agli utenti con computer non configurati correttamente, potrebbero verificarsi rallentamenti, timeout o altri problemi di connettività con la migrazione verso il protocollo IPv6.
Il prossimo 8 Giugno 2011, tutti i maggiori esponenti della rete internet, da Google ad altre grandi società, lanceranno la giornata mondiale dell’ IPv6.
Sappiamo tutti ormai che il sistema IPv4 è diventato quasi obsoleto e che tutte le combinazioni possibili sono quasi esaurite, e proprio per questo, il prossimo 8 Giugno queste società attiveranno in larga scala il nuovo sistema, con l’intento di testarlo e metterlo “sotto stress” per individuare eventuali falle o bugs da correggere.
Anche nel Belpaese si avranno “finalmente” le pagelle online, cosa che accade praticamente da anni in paesi che consideriamo “alla pari” del nostro. Sono le scuole che aderiscono volontariamente al progetto ‘ScuolaMia‘ che riguarda l’informatizzazione del settore scolastico ed e’ frutto di una collaborazione fra i ministri Gelmini e Brunetta.
Al momento risultano circa 3.000 mila le scuole iscritte volontariamente al progetto, numero che si presume sia destinato a salire nei prossimi anni, con un risparmio in termini di spese, tra carta, stampe ecc ecc di circa 120 milioni di euro (che magari si potrebbero re-investire nello stesso settore scolastico, visto che casca a pezzi?).
Si chiama Leanback ed è l’interfaccia riadattata, per il nuovo servizio Google TV, di Youtube. Per avere un’idea di come sarà, basta visitare questa pagina: www.youtube.com/leanback
La grafica, essendo destinata alla versione TV è molto semplice, ma d’impatto, e i comandi sono molto semplici, ovviamente si presuppone che si disponga di almeno una tastiera per ricercare video specifici, ma sarà possibile navigare anche attraverso categorie, video più visti, oppure semplicemente lasciare scegliere a Youtube, come fosse una normale TV.
Anche Opera, supporterà il sistema delle estensioni, già presenti su Chrome, Firefox e Safari da tempo ormai. Opera 11, in uscita prossimamente, consentirà dunque l’integrazione di tutte quelle applicazioni particolari, che hanno fatto la fortuna di Firefox, soprattutto.
Gli sviluppatori potranno pertanto crearle usando standard aperti (come HTML 5, CSS e JavaScript), API supportate che verranno implementate con meccanismi già usati da altri produttori.