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the pirate bay

The Pirate Bay smetterà di fornire link torrent per il P2P di materiale illegale. I nuovi proprietari avvieranno infatti una nuova fase, con un intento del tutto legale, ma (cosa ancor più importante) il tutto sarà anche a pagamento. Le intenzioni sono anche quelle di risarcire le major ed i detentori dei diritti d’autore.

L’idea però sembra sarà diversa dai classici shop online, come l’iTunes di Apple, dove paghi in base ai brani che scarichi, in modo tale che chi mette a disposizione più banda per gli altri utenti, possa ricevere forti sconti sul canone mensile di abbonamento, in modo da incentivare la condivisione delle risorse, con la certezza per gli utenti di non essere nel torto e di ricevere i file che hanno richiesto, senza incorrere in file fasulli o peggio virus/trojan.

I prezzi e le caratteristiche definitive del nuovo servizio, saranno rese note nei prossimi giorni.


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In Danimarca esiste un progetto di Legge che prevede la creazione di un tribunale speciale per le questioni riguardanti il P2P illegale. L’obiettivo è proprio quello di velocizzare le procedure di censura ai danni di siti che favoriscono la circolazione illegale di materiale protetto da copyright.

Fino ad ora ogni intervento delle Major è passato attraverso i meccanismi della Giustizia ordinaria, e quindi con tempistiche piuttosto lunghe. La nascita di una Corte specializzata, consentirebbe di velocizzare ogni contenzioso.

Per Ole Husgaard, capo della divisione danese del Partito Pirata, però, si tratterebbe di un rischio per l’intera comunità online. A suo parere la creazione di black-list sarebbe quasi istantanea, ed antecedente a qualsiasi dibattimento giuridico. In pratica, basterebbe una segnalazione da parte dei detentori di copyright per sospendere un sito legato al P2P, e il tutto senza la concessione di un minimo di difesa.


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Il Parlamento Europeo ha approvato una mozione a favore della condivisione online via P2P. Si tratta a tutti gli effetti di una prima apertura nei confronti di un fenomeno che spesso viene confinato mediaticamente e politicamente solo nell’illegalità.

I 314 membri parlamentari che si sono espressi positivamente hanno voluto sottolineare l’eccessivo accanimento nei confronti di condivide e anche di chi lo fa illegalmente. Come a sostenere la tesi che l’estrema criminalizzazione della situazione sia esagerata.

Fra qualche mese la Francia assumerà la presidenza della Unione Europea, e proprio in quel momento è probabile che si avvii un braccio di ferro fra il Parlamento e Nicolas Sarkozy. Com’è risaputo le nuove norme d’oltralpe mirano all’istituzione di un programma di alert gestito dagli ISP (Internet Service Provider).

Una soluzione che in ultima istanza prevede la chiusura del contratto di fornitura del servizio ADSL – ovviamente in caso di ripetute violazioni delle norme sul copyright.


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