
Philips ha annunciato che si farà carico del costo di smaltimento e riciclaggio dei propri prodotti. Dopo due anni di pressione da parte di GreenPeace, l’azienda ha finalmente deciso di eliminare la “tassa verde” che gli utenti dovevano pagare su ogni prodotto, facendosi carico dei costi di riciclaggio.
L’azienda in passato si era opposta con forza all’approvazione di leggi che obbligavano le compagnie ad assumersi i costi ambientali del loro lavoro. La notizia sta nel fatto che, facendosi carico dei costi, Philips, cosi come altre aziende, avrà una motivazione in più per creare prodotti con un minore impatto ambientale, e quindi con minori costi di smaltimento e riciclaggio.
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Il nuovo spot di GreenPeace e il 5×1000
10 apr 2008
Anche quest’anno la Legge Finanziaria ha approvato il 5×1000, una quota dell’Irpef dovuta sui redditi dell’anno 2007 – dichiarazione presentata nel 2008 – che può essere destinata, in base alla scelta che il contribuente farà in dichiarazione, al volontariato.I contribuenti possono scegliere liberamente a chi devolvere il 5 per mille dell’imposta dovuta allo Stato e, in fase di compilazione della denuncia dei redditi, potranno indicare direttamente il codice fiscale dell’ente che si intende sostenere con il 5 per mille.
Dare il 5×1000 non significa pagare più tasse, ma decidere di destinarne una parte – che altrimenti andrebbe allo Stato – ad attività sociali.Il 5×1000 non è nominativo: questo vuol dire che non basta dare il 5×1000 per diventare sostenitori di Greenpeace e ricevere il GP news – la nostra rivista in versione cartacea – o gli appelli speciali.
* Metti la tua firma nel primo settore in alto a sinistra, denominato: “Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale e delle associazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’art. 10, c. 1, lett a), del D.Lgs. n. 460 del 1997”
* Inserisci nel modulo il codice fiscale 97046630584
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Greenpeace ha deciso di premiare gli sforzi “ecologici” della casa di Cupertino. L’ultimo rapporto Guide to Greener Electronics – che analizza i comportamenti industriali del settore IT – ha rilevato un miglioramento nelle dinamiche produttive e nell’utilizzo di materiali non inquinanti.
Apple adesso vanta 6,7 punti su base 10 nella classifica, 0,7 in più rispetto allo scorso Dicembre 2007. Di fatto pare che abbia aiutato non poco il lancio del nuovo MacBook Air, uno dei portatili più ecologici presenti in commercio.
Certamente la vetta è ancora distante: Toshiba e Samsung dominano con 7,7 punti. Fanalino di coda assoluto è Nintendo, con 0,3 punti.
Microsoft migliora ma si trova ancora ampiamente nella zona rossa (4,7 punti con la sua Xbox); male anche Sharp, Panasonic, Philips e Acer.
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Rifiuti Elettronici “WANTED”
23 feb 2008

Secondo le stime dell’Onu vengono prodotti all’anno 20-50 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici, compreso il 5 per cento contenuto nei rifiuti solidi urbani. Il destino di questa enorme quantità di rifiuti è sconosciuto: si tratta di un flusso nascosto che non viene intercettato dai sistemi di recupero attualmente operanti. Per flusso nascosto si intende la differenza tra le quantità di prodotti immessi nel mercato in passato e le quantità effettivamente recuperate come rifiuti dalle attività di raccolta.
Anche nella stessa Unione Europea – soggetta a regolamentazioni più rigide – non c’è un’informazione precisa su dove va a finire più del 75 per cento dei rifiuti elettronici prodotti. Negli Stati Uniti la percentuale potrebbe essere ancora superiore, fino a punte dell’80 per cento visto che una quota dei rifiuti recuperati viene esportata.
Nei paesi di recente industrializzazione è quasi impossibile stimare la percentuale di rifiuti elettronici che sfugge a qualsiasi forma di trattamento o gestione, anche se in India si valuta che circa il 99 per cento dei rifiuti elettrici ed elettronici (143 mila tonnellate all’anno) viene assorbita dai settori “informali” del riciclo o viene semplicemente gettato in discariche illegali.
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Greenpeace: No al Carbone
29 nov 2007
CIVITAVECCHIA, Italia — Greenpeace entra in azione alla centrale Torre Valdaliga Nord di Civitavecchia. Sono otto i climber arrampicati su una gru del cantiere, con un enorme striscione per denunciare la riconversione a carbone dell’impianto, che allontana l’Italia dagli obiettivi di Kyoto. Gli operai contestano Greenpeace. Ma l’azione continua.
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Disastro ambientale nel Mar Nero
19 nov 2007
Lo stretto di Kerch è un sito molto importante sul piano naturalistico. Le sue lagune salmastre ospitano, infatti, numerose popolazioni di uccelli migratori e residenti.
Nel Mar Nero e nel Mare di Azov vive, inoltre, l’ultima popolazione della focena dei porti, un piccolo cetaceo costiero ormai estinto nel Mediterraneo.
La tempesta di ieri era stata ampiamente prevista dai servizi meteorologici: questa tragedia si poteva evitare. I maggiori danni ambientali sono legati allo sversamento in mare del combustibile della Volganeft-139, una delle due petroliere coinvolte, che erano nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Le due imbarcazioni vengono di solito utilizzate per trasportare il petrolio dalla Crimea (Ucraina) alla Russia lungo il Volga. Non sono navi adatte ad affrontare un mare in tempesta. E allora perché erano lì? Sicuramente la congiuntura attuale – con prezzi in ascesa – spinge a usare in modo non sempre saggio le infrastrutture e, tra queste, le navi. Probabilmente la violenza della tempesta ha colto tutti di sorpresa.
Greenpeace chiede di abbandonare progressivamente la dipendenza dal petrolio e dai suoi derivati.
Gli eventi meteorologici estremi sono una conseguenza del cambiamento climatico. Aumentare la resistenza delle infrastrutture agli eventi estremi è uno dei costosi lasciti dell’uso dissennato di combustibili fossili. È ora di smettere di usarli, e di trasportarli. Per salvare il clima – ed evitare in futuro questi disastri – occorre rivoluzionare il sistema globale dell’energia e investire su rinnovabili ed efficienza energetica.
Fonte | Greenpeace.org
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