Dopo i navigatori GPS, gli smartphone e i tablet, ecco arrivare una nuova moda, quella degli orologi intelligenti, i cosiddetti smartwatch!
Tutte le più grandi aziende ci stanno lavorando, e hanno scelto di confrontarsi anche in questo settore, per conquistare quanti più utenti possibili, con funzionalità che possano risultare utili, quello che può chiamarsi come segmentazione dell’offerta, per aggirare la saturazione di un determinato mercato (tablet, smartphone, ecc).
Lo sappiamo, ormai nel mondo del web e dei motori di ricerca (ma non solo), sono loro a farla da padroni, Microsoft e Google, che spesso si “azzuffano” in maniera moralmente corretta, ma che spesso si lasciano andare a campagne pubblicitarie, denigrando la concorrenza, come fece Google quando derise Internet Explorer a favore di Chrome, e come adesso fa Microsoft accusando Google, e nello specifico, il suo famosissimo servizio di posta elettronica, Gmail, di violazione della privacy, proponendo Outlook.com come valida alternativa.
Microsoft riporta degli esempi, su come Google, usi i testi delle mail che spesso vengono inviate, per proporre annunci pubblicitari: “Per esempio, se scrivi ad una tua amica per informarla che ti stai separando da tuo marito, Google ti mostra gli annunci pubblicitari di avvocati divorzisti. Oppure, se chiedete ad un amico suggerimenti per le vacanze, Google utilizza queste informazioni per gli annunci di agenzie di viaggio o compagnie aeree”
Con la nuova ricerca di Google immagini è possibile ricercare direttamente tra tutte le immagini del proprio (o qualunque altro) sito web / blog , catalogate dal motore di ricerca di Mountain View.
In un solo attimo vi ritroverete davanti l’intero archivio immagini indicizzato da Google nel tempo, aiutandovi a indirizzare traffico al proprio blog.
Quello che succede in questi minuti è l’emblema di quanto potente e gigantesca sia ormai l’influenza di Google sul mondo del web, in generale.
Oggi abbiamo assistito ad alcune piccole defaillance del server di posta Gmail del colosso e su Twitter si andava nel panico più assoluto, gente disperata perchè non riusciva ad accedere alle proprie mail e crash sui browser Chrome con la sincronizzazione attiva.
Google non ha ancora reso noto quale sia la causa del problema, che comunque sembra già rientrato e (ci si augura) non porti problemi per nessuno degli svariati milioni di utenti che ne fanno uso.
Il Nexus 10 è il nuovo tablet con schermo da 10 pollici di Google, con uno schermo dall’incredibile risoluzione di 2.560×1.600 pixel, con una densità di pixel pari a 300dpi (punti per pollice).
Monta un processore Samsung Exynos 5250, un dual core Cortex A15 che lavora a 1,7 GHz ed è accompagnato da 2 Gb di RAM; la GPU è una Mali T604.
Abbiamo poi altoparlanti stereo, il chip NFC, Wi-Fi 802.11b/g/n, Bluetooth 4.0, fotocamera posteriore da 5 megapixel e anteriore da 1,9 megapixel, porte microUSB, microHDMI, jack da 3,5 mm e connettore Pogo Pin (foto in basso).
Google, nonostante l’uragano Sandy che ha di fatto, costretto la cancellazione della presentazione ufficiale alla stampa, ha comunque inserito a catalogo, arricchendo la propria offerta di due nuovi dispositivi, uno smartphone e un tablet: il Nexus 4 e il Nexus 10, e di modifiche al già noto tablet Nexus 7.
Il Nexus 4, nello specifico, è prodotto da LG, monta uno schermo True HD IPS da 4,7 pollici con una risoluzione di 1.280×768 pixel ed è protetto da un vetro Gorilla Glass 2, una fotocamera posteriore da 8 megapixel e un processore Qualcomm Snapdragon S4 con 2 Gb di RAM.
Il Nexus 7 da 32 GB potrebbe essere una delle sorprese del prossimo evento Google del 29 ottobre, dovrebbe debuttare sul mercato a 249 euro, in pratica il prezzo dell’attuale versione da 16 GB (che costerà 199 euro). La versione da 8Gb non sarà più disponibile, nemmeno sul Play Store.
Questa mossa è ovviamente un modo per contrastare con maggior forza, la concorrenza di Amazon con il suo Kindle Fire HD da 16 GB.
Altro motivo che può aver smosso Google, è la necessità degli utenti, vista l’assenza di slot SD per espandere la memoria del dispositivo, di avere più spazio a disposizione per archiviare musica e video, considerata anche l’assenza di 3G e quindi l’impossibilità di recuperare file da servizi cloud, quando non si ha a disposizione una connessione Wi-Fi.
Android sta passando un periodo buio riguardo alla sicurezza del suo sistema, principalmente indiziate di tali rischi, le inadeguate protezioni SSL su alcune popolari applicazioni Android, che possono aver consentito agli hacker di ottenere milioni di password di utenti, contenuti di e-mail e numeri di conti bancari.
Questa è stata la conclusione di una ricerca effettuata da un gruppo di ricercatori tedeschi, che hanno scoperto una grave falla nella sicurezza di Android tale da consentire l’esposizione di password, conti bancari, e-mail e contenuti di ben 185 milioni gli utenti.
I ricercatori sostengono di poter intercettare informazioni sul conto bancario, le credenziali di pagamento di PayPal, American Express e altre carte di credito, come anche dati di accesso a Facebook, e-mail, servizi cloud e sms, oltre alla possibilità di accedere a telecamere e controllare applicazioni remote.