Quando il DRM si fa esasperato
18 feb 2010

Leggevo stamani un articolo, in cui si parla di Assassin’s Creed 2, gioco prossimamente in uscita per piattaforme PC, e della sua protezione contro la pirateria, il cosiddetto DRM. Bene, quello che ne viene fuori è a dir poco incredibile, praticamente il gioco ORIGINALE, richiede una connessione stabile e costante con il server Ubisoft, sia per i salvataggi dei progressi di gioco (che non saranno quindi più su pc locale) e sia per il suo normale funzionamento.
Quindi per poter giocare anche in single player, il vostro computer dovrà essere collegato a internet, e non solo, infatti se malauguratamente la vostra connessione fa le bizze, il gioco si bloccherà finchè non sarà tutto risolto, stessa cosa se i server Ubisoft dovessero avere qualsiasi tipo di problema, vuoi per sovraccarico o semplice manutenzione.
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Yahoo! Music Store ha annunciato che chiuderà i battenti, riferisce Ars Technica. Con loro chiuderanno i battenti anche i server che gestiscono il DRM. In pratica, chi ha acquistato degli mp3 dal sito, non potrà più autenticare la musica da loro acquistata, e quindi non solo l’effetto sulla pirateria musicale di questo DRM sarà nullo, ma verranno puniti i clienti onesti che hanno acquistato legalmente.
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Napster, che creò una delle prime piattaforme P2P ad essere conosciuta e utilizzata in maniera “massiccia”, dopo la sua trasformazione e decaduta notorietà, prova a tornare prepotentemente nel giro e sembra voler travolgere tutte le piattaforme musicali online.
Forse per la prima volta iTunes ha di che preoccuparsi, perché l’offerta di Napster è di ben 6 milioni di tracce audio.
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il DRM sta lentamente morendo…. era l’ora!
08 mar 2008

7digital.com e Warner Music hanno siglato un accordo per vendere anche in Irlanda, Spagna, Francia, Germania e Regno Unito musica in formato MP3 pulito, senza lucchetti digitali, di artisti come Madonna e Red Hot Chili Peppers (fonte: BBC).
Sembra che i controlli di nazionalità degli utenti, non funzionino proprio come si deve e quindi è probabilmente possibile anche acquistare dall’Italia.
Il punto della notizia, però, è un altro e cioè che ormai anche le grandi case discografiche si stanno rendendo conto che il DRM (Digital rights management) è più un male che un bene.
Ora manca solo il mondo del cinema, proteggere DVD o film acquistati legalmente e quindi limitarne esplicitamente l’utilizzo (ricordo che il backup personale, è un diritto sancito anche dalla legge) è un controsenso, come d’altronde è un controsenso mandare uno spot antipirateria (inquietante) in una sala di un cinema, dove si presume tutte le persone abbiano pagato un biglietto.
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