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the pirate bay

The Pirate Bay smetterà di fornire link torrent per il P2P di materiale illegale. I nuovi proprietari avvieranno infatti una nuova fase, con un intento del tutto legale, ma (cosa ancor più importante) il tutto sarà anche a pagamento. Le intenzioni sono anche quelle di risarcire le major ed i detentori dei diritti d’autore.

L’idea però sembra sarà diversa dai classici shop online, come l’iTunes di Apple, dove paghi in base ai brani che scarichi, in modo tale che chi mette a disposizione più banda per gli altri utenti, possa ricevere forti sconti sul canone mensile di abbonamento, in modo da incentivare la condivisione delle risorse, con la certezza per gli utenti di non essere nel torto e di ricevere i file che hanno richiesto, senza incorrere in file fasulli o peggio virus/trojan.

I prezzi e le caratteristiche definitive del nuovo servizio, saranno rese note nei prossimi giorni.


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La SIAE ha dichiarato ufficialmente la cessazione dell’applicazione dei bollini SIAE. Con una circolare spedita a tutti gli associati e ai media, Enzo Mazza, Presidente in carica dell’associazione, ha cercato di spiegare nei dettagli l’iter giuridico italiano e comunitario che ha portato a questa risoluzione.

In pratica, a seguito della Sentenza della Corte di Giustizia delle Comunità Europee (procedimento C-20/05) e di alcune Sentenze della Corte di Cassazione (sentenze n. 13853/08, n. 13810/08, n. 13816/08, tutte depositate in data 2 aprile 2008; e n. 21579 depositata il 29 maggio 2008), è stato decretato che non costituisce reato la semplice assenza del contrassegno SIAE sui supporti contenenti opere dell’ingegno.

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SIAE (Società Italiana Autori e Editori) ha richiesto una legge per ottenere un contributo in percentuale (simile a quello che già gli utenti pagano con l’acquisto di un cd/dvd vergine, o di un lettore mp3) da versare direttamente alla Siae da parte di tutti quei provider che forniscono a pagamento la linea Adsl veloce.

In pratica è come se chiunque abbia un’ADSL, o sta per averne una, venga “accusato” di ledere i diritti d’autore. La Siae crede anche che utilizzare le connessioni Adsl, per scaricare opere protette sia profondamente ingiusto e che da questa attività commerciale i provider traggano enormi vantaggi economici, non versando, a puro titolo di risarcimento, una parte dei loro proventi agli autori per i diritti evasi.

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