Apple fa causa a Nokia
16 dic 2009

Apple, con una mossa a sorpresa, decide di reagire alla causa intentata a Cupertino da Nokia a fine ottobre per il furto di 10 brevetti portando a sua volta l’azienda finlandese in tribunale sempre per la violazione di brevetti, 13 questa volta, quasi a stabilire un piccolo primato numerico: 13 contro 10.
Il contrattacco nella disputa legale ha sempre lo stesso oggetto del contendere, ossia l’ iPhone, il telefonino touch capace nel giro di un paio d’anni di invertire una tendenza nella torta dei telefonini che non sembrava possibile: Nokia rimane leader indiscussa, ma con un ridimensionamento nelle quote di mercato dal 41 al 38% a fronte (anche) della vendita di oltre 20 milioni di Melafonini.
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Google Books, è un progetto molto interessante che mette a disposizione degli utenti, a un costo che si aggira sugli 8 dollari, tutti i testi privi delle attuali normative sui diritti editoriali, nel caso specifico, pubblicati prima del 1923. Certo si tratta di testi alquanto vecchi, ma abbiamo la possibilità di reperire testi storici e importanti, magari non più in stampa da tempo e quindi alquanto introvabili sui classici canali commerciali.
Avere la possibilità, ad un costo di poco superiore alle versioni pocket, di replicarlo in proprio, è sicuramente una cosa molto positiva. La collaborazione con On Demand Book si è resa necessaria visto che questa azienda già opera in questo settore.
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Yahoo! Music Store ha annunciato che chiuderà i battenti, riferisce Ars Technica. Con loro chiuderanno i battenti anche i server che gestiscono il DRM. In pratica, chi ha acquistato degli mp3 dal sito, non potrà più autenticare la musica da loro acquistata, e quindi non solo l’effetto sulla pirateria musicale di questo DRM sarà nullo, ma verranno puniti i clienti onesti che hanno acquistato legalmente.
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Mediaset Vs Youtube, questione di copyright
31 lug 2008

Mediaset ha depositato al tribunale civile di Roma una citazione per “diffusione illecita e sfruttamento commerciale dei file audiovisivi di proprietà del gruppo”. In particolare la società di Cologno Monzese chiede a Youtube (aka Google) che i 4643 filmati visibili al 10 giugno 2008, equivalente di circa 325 ore di filmati, siano rimossi e che venga risarcita per 500 milioni di euro.
“Alla luce dei contatti rilevati e vista la quantità dei documenti presenti illecitamente sul sito, è possibile stabilire che le tre reti televisive italiane del Gruppo abbiano perduto ben 315.672 giornate di visione da parte dei telespettatori”, dichiara l’azienda.
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Vicenda privacy, accordo tra Youtube e Viacom
17 lug 2008

Viacom non sarà in grado di sapere quali video sono stati visti da un visitatore del popolare sito di condivisione di video, e non potrà ricostruire uno storico dei filmati visionati da ciascun utente, nonostante questo fosse il contenuto dell’ordinanza emessa dal giudice che si era occupato del caso, questo in sintesi l’accordo raggiunto tra la stessa Viacom e Google (Youtube).
Scongiurate quindi le paure degli utenti e delle associazioni, tra cui la Electronic Frontier Foundation, alle quali non andava giù l’accesso ad informazioni private e riservate.
Le maggiori paure erano connesse al fatto che con tali informazioni si potessero individuare gli utenti che avevano caricato o anche solo preso visione di materiale protetto da copyright (quindi illegalmente).
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YouTube rischia una multa da un miliardo di dollari. La causa intentata da Viacom lo scorso anno per non aver adottato una strategia adeguata contro la pubblicazione di materiale protetto da copyright, sembrerebbe essere prossima alla conclusione.
Per Google le cose si stanno mettendo male, gli editori non vogliono che gli utenti condividano o utilizzino in alcun modo film o estratti di filmati e telefilm, e vorrebbero quindi che Youtube vigili, ma più che intervenire in un secondo momento, come già fa oggi, si vorrebbe la prevenzione di ogni pubblicazione illecita.
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Un tribunale solo per il P2P illegale
22 mag 2008

In Danimarca esiste un progetto di Legge che prevede la creazione di un tribunale speciale per le questioni riguardanti il P2P illegale. L’obiettivo è proprio quello di velocizzare le procedure di censura ai danni di siti che favoriscono la circolazione illegale di materiale protetto da copyright.
Fino ad ora ogni intervento delle Major è passato attraverso i meccanismi della Giustizia ordinaria, e quindi con tempistiche piuttosto lunghe. La nascita di una Corte specializzata, consentirebbe di velocizzare ogni contenzioso.
Per Ole Husgaard, capo della divisione danese del Partito Pirata, però, si tratterebbe di un rischio per l’intera comunità online. A suo parere la creazione di black-list sarebbe quasi istantanea, ed antecedente a qualsiasi dibattimento giuridico. In pratica, basterebbe una segnalazione da parte dei detentori di copyright per sospendere un sito legato al P2P, e il tutto senza la concessione di un minimo di difesa.
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