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telefono

Agcom ha deciso di agevolare la migrazione degli utenti da un operatore telefonico all’altro. Con la delibera N. 23/09/CIR, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha decretato l’obbligo per gli operatori di inserire direttamente in bolletta il “codice di migrazione”, un codice alfanumerico univoco che sarà correlato ad ogni utenza.

Ad ogni cambio operatore bisognerà fornire il suddetto codice, in caso contrario non sarà possibile procedere con la migrazione. Allo stesso tempo questo nuovo metodo dovrebbe assicurare il rispetto della volontà degli utenti.

L’Agcom ha stabilito inoltre che il “codice di migrazione” dovrà essere inserito in bolletta entro 90 giorni (180 giorni per le aziende) dalla pubblicazione della delibera nella Gazzetta Ufficiale.


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Multa per pubblicità ingannevole alla Wind

Wind dovrà rimborsare gli utenti Infostrada truffati nel 2001, quando si millantava l’unbundling da Telecom Italia. Il Movimento Consumatori è riuscito presso la Corte d’Appello di Torino a far convalidare la sentenza di primo grado del 2006. I giudici, hanno confermato che, a dispetto delle promesse, i clienti di “Solo Infostrada” continuarono a pagare il canone Telecom Italia e a non vedere mai messo in pratica il definitivo sganciamento.

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p2p

A quanto pare, ci siamo (e si sono) sempre sbagliati sul P2P, e sul suo presunto effetto negativo per le vendite di cd musicali, videogames, e home video. In Olanda è stato infatti valutato in circa 100 milioni di euro l’effetto collaterale positivo del P2P sul mercato legale dell’intrattenimento.

Secondo l’ultimo studio della TNO, commissionato dal Ministero per gli Affari Economici olandese, l’illegalità prodotta dal file sharing avrebbe un effetto stimolante sulle vendite homevideo, musicali e videoludiche.
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Il popolare sito di opinioni di consumatori per i consumatori e di comparazione di prezzi, Ciao! (di proprietà della Greenfield Online Inc), verrà acquistato da Microsoft nell’ambito di un progetto di espansione dei servizi di ricerca ed e-commerce offerti in Europa dal Big di Redmond.

L’intenzione sembra sia quella di fare di Live Search la destinazione preferita dai consumatori che vogliono cercare o acquistare beni e servizi online e quindi permettere ai commercianti di incrementare in maniera significativa le vendite online dei loro prodotti/servizi.

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Da oggi con un SMS al numero 47947 si può sapere se ti stanno fregando quando fai la spesa, indicando il nome del prodotto alimentare che si sta acquistando; il servizio «Sms consumatori» risponderà immediatamente, indicando il prezzo di vendita rilevato giornalmente e suddiviso nelle tre aree Nord, Centro e Sud.

Un’iniziativa voluta dal ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali che ha predisposto un elenco di 84 prodotti alimentari a largo consumo contemplati nel paniere.

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Anche in Italia dal 29 Giugno sarà possibile, per le associazioni dei consumatori, promuovere le cosidette “Class Action“, in pratica le cause collettive contro le imprese da parte di utenti che si ritengono vittime di truffe, inadempimenti contrattuali, mancanza di trasparenza ecc….

Non più consumatori isolati alle prese con colossi armati di potenti uffici legali, costretti a desistere per mancanza di soldi e di tempo per muoversi nella lentissima e farraginosa giustizia italiana, ma moltissimi consumatori alle prese con lo stesso problema.

La prima “class action” potrebbe coinvolgere teoricamente milioni di italiani: tutti quelli che, almeno una volta, hanno ricevuto una bolletta Telecom Italia con numerazioni speciali, costose, mai fatte dall’utente, tipo 899 o satellitari, ma frutto di dialer che si sono installati durante la navigazione in internet o, addirittura, nelle centrali telefoniche stesse ad opera di malintenzionati.

Questa class action sugli 899 è promossa da Altroconsumo: sul sito dell’associazione c’è un form che può essere compilato gratuitamente, anche da chi non fosse socio, per segnalare il proprio caso individuale; non ci sono tempi di prescrizione, quindi può essere successo anche prima del 2003.

L’associazione raccoglierà tutti questi casi e poi chiederà una soluzione extragiudiziale, cioè prima di fare causa a Telecom. Ma se non si dovesse arrivare a un accordo si passerebbe alla magistratura che, per la prima volta, tratterebbe un caso del genere.

Fonte | Zeusnews


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