La Cina, adesso contro la pornografia online
gennaio 7 2009

China.com.cn ha pubblicato la notizia di una campagna restrittiva del governo cinese contro la pornografia online. Tra i siti colpiti, rei di diffondere materiale per adulti, vi sono Baidu, primo motore di ricerca cinese e Google, secondo in classifica.
Secondo il governo cinese, sono ben 19 i siti colpevoli di diffondere materiale per adulti ed osceno, contenuti vietati in Cina. La pubblicazione sarebbe avvenuta nonostante gli avvertimenti degli organi preposti.
Sono cominciati i sequestri di materiale informatico in alcuni uffici, mentre pare che una donna diventata nota sul web grazie ad un filmato hard, sia stata arrestata nel mese di dicembre.La campagna nazionale è stata lanciata per tutelare la moralità pubblica e l’integrità fisica e mentale degli oltre 300 milioni di naviganti cinesi, molti dei quali adolescenti.
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Tags: censura, cina, cinese, governo, Internet, moralità, pornografia
Attacco Web, infettate più di 10.000 pagine web
marzo 17 2008
A scoprirlo sono stati i ricercatori di sicurezza McAfee. Lo script sarebbe in grado di indirizzare tutti i navigatori verso un server cinese contenente alcuni malware, in grado a loro volta di rubare le password di alcuni famosi giochi online.
McAfee per il momento non è sicura sull’effettivo numero di siti web interessati dall’attacco. Sono sicuramente 10.000 le pagine attaccate ma potrebbero essere molte di più. I “pirati” avrebbero utilizzato degli strumenti automatici per espandere a macchia d’olio la loro minaccia, grazie anche all’aiuto di alcuni motori di ricerca utilizzati per individuare dei server vulnerabili all’attacco.
Il malware tenta di forzare le protezioni di sicurezza dei sistemi operativi Windows sfruttando una serie di vulnerabilità contenute nei controlli ActiveX di alcune applicazioni e giochi online. Si tratta di falle già corrette da tempo ma gli utenti spesso non aggiornano le loro applicazioni, aumentando notevolmente la loro esposizione al rischio.
Il malware è in grado di rubare una grande quantità di password di giochi online, tra cui Lord of the Rings Online. Si tratterebbe quindi di un’attività abbastanza lucrosa: molti giochi online permettono a tutti i loro iscritti di vendere ed acquistare oggetti e personaggi, guadagnando soldi reali. Ad oggi, assicura McAfee, la gran parte delle pagine attaccate è stata ripristinata e ripulita dagli script maligni.
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