
Google si appresta a chiudere la versione cinese del suo motore di ricerca dopo che i negoziati con il governo cinese sembrano aver raggiunto un punto morto. Lo afferma sul suo sito Internet il Financial Times (FT).
La rivelazione del quotidiano Gb viene il giorno dopo un ultimatum lanciato a Google dal ministro dell’Industria e della tecnologia di Pechino Li Yizhong, che ieri ha dichiarato che chi non rispetta le leggi cinesi ‘deve affrontarne le conseguenze’.
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La Cina lancia un pesante ultimatum a Google, se il motore di ricerca non si piegherà alla censura voluta dal governo, verrà definitivamente oscurato.
Secondo alcune indiscrezioni oggi riprenderanno le trattative dove il colosso statunitense cercherà di aprire ad una maggiore libertà di informazione per l’intero popolo mandarino.
Secondo quanto sostenuto dal governo della Repubblica Popolare Cinese, è il leader dei motori di ricerca ad aver tutto l’interesse di rimanere sul territorio mandarino poiché esistono altre piattaforme che lo potrebbero sostituire.
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Il numero di utenti che accede a Internet ha superato il miliardo, con la regione Asia-Pacifico che possiede la piu’ alta percentuale di utilizzatori, il 41% contro il 28% dell’Europa.
L’Italia e’ 12esima, con il 2,1% dell’utenza mondiale. Secondo i dati forniti dall’azienda specializzata Comscore, che comprendono solo gli accessi da casa e luogo di lavoro e non da internet cafe’ o da cellulari , il leader mondiale e’ la Cina con il 17,8% del traffico, davanti agli Stati Uniti (16,2%) e Giappone (6%); quarta e prima europea la Germania, con il 3,7%.
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La Cina, adesso contro la pornografia online
07 gen 2009

China.com.cn ha pubblicato la notizia di una campagna restrittiva del governo cinese contro la pornografia online. Tra i siti colpiti, rei di diffondere materiale per adulti, vi sono Baidu, primo motore di ricerca cinese e Google, secondo in classifica.
Secondo il governo cinese, sono ben 19 i siti colpevoli di diffondere materiale per adulti ed osceno, contenuti vietati in Cina. La pubblicazione sarebbe avvenuta nonostante gli avvertimenti degli organi preposti.
Sono cominciati i sequestri di materiale informatico in alcuni uffici, mentre pare che una donna diventata nota sul web grazie ad un filmato hard, sia stata arrestata nel mese di dicembre.La campagna nazionale è stata lanciata per tutelare la moralità pubblica e l’integrità fisica e mentale degli oltre 300 milioni di naviganti cinesi, molti dei quali adolescenti.
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Bug per Internet Explorer e Wordpad
12 dic 2008

Le vulnerabilità riguarderebbero Internet Explorer e WordPad e, nonostante l’ultimo patch day di Microsoft, questi problemi esistono ancora. L’origine della minaccia relativa ad Internet Explorer 7.0 sarebbe partita dall’Estremo Oriente.
E’ consigliabile disattivare l’esecuzione di codice Javascript sui siti web poco attendibili, almeno fino all’uscita di una patch correttiva da parte di Microsoft.
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Berlusconi vuole regolamentare Internet
04 dic 2008

…avete finito di ridere? Bene, Silvio Berlusconi ispirato dalla visita al Polo tecnologico di Poste italiane all’Eur di Roma, parla di un sistema per dare delle regole al mondo (troppo libertino) del web.
Il governo si sta impegnando a portare sul tavolo del prossimo G8 presieduto proprio dall’Italia, una proposta di regolamentazione di internet in tutto il mondo, essendo internet un forum aperto a tutto il mondo.
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Il rapporto tra Wikipedia e Cina è sempre stato piuttosto travagliato: all’inizio anche la versione in lingua cinese dell’enciclopedia online era bloccata, ma nel novembre del 2006 tornò accessibile, mentre i contenuti in lingua inglese erano sempre censurati.
Ora Wikipedia in inglese può essere consultata anche dal Paese asiatico, sebbene i blocchi della censura non siano stati completamente eliminati: la ricerca di alcuni termini sensibili, infatti, non porta ad alcun risultato. Leggi il resto dell’articolo »
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