Windows XP è duro a morire, vivrà fino al 2011
23 giu 2009

Microsoft ha deciso di rivedere la data di pensionamento e di aiutare quindi le molte aziende che usano ancora XP, e vogliono passare con prudenza a Windows 7. Per 18 mesi, infatti, sarà possibile passare da Windows 7, Ultimate o Professional, a Windows XP, qualora il nuovo sistema operativo non soddisfi le attese.
In questo modo le aziende potranno continuare a usare il sistema operativo che conoscono, e rinviare il passaggio al nuovo SO in un momento successivo, quando si sentiranno pronte. La situazione è molto sentita da Microsoft, tanto che saranno gli OEM a vendere computer già “declassati”, cioè con licenze Windows 7 ma installazioni XP.
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Si discute in queste ultime ore, della possibilità che Facebook, il social network ormai noto in tutto il mondo, possa in qualche modo monetizzare, tramite i dati di oltre 160 milioni di iscritti in tutto il mondo, con sondaggi e ricerche di mercato ad hoc.
Facebook possiede già un database dettagliatamente profilato, degli utenti si conosce età, sesso, stato civile e nella maggior parte dei casi hobby e passioni, quindi partendo da questa piattaforma si potrebbero avviare una serie di sondaggi mirati e ricerche di marketing.
A guadagnare sarebbero, ovviamente, in primis Facebook, e poi le aziende che potrebbero affidarsi a un sistema rapido per avere risposte sul lancio di un determinato prodotto o servizio, gli utenti, che se chiamati in causa potrebbero guadagnare qualcosa, e ovviamente il fondatore di Facebook: Zuckenberg.
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AMD si divide per affrontare Intel
13 ott 2008

Chi lo dice che l’unione fa la forza? AMD non la pensa cosi, e infatti si sta per dividere: l’idea è infatti di separarsi in due società: una delle quali continuerà a chiamarsi AMD, l’altra si chiamerà “Foundry Company” e produrrà i chip sia per AMD che per gli altri partner, e si accollerà la maggior parte dei debiti della società madre.
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Windows Vista fatica a fare presa sulle imprese
04 apr 2008
Forrester Research ha pubblicato recentemente i risultati di un’indagine sui sistemi operativi maggiormente utilizzati dalle imprese. Come previsto Microsoft nel 2007 ha raggiunto uno share del 94,9%, quattro punti percentuali in meno rispetto al 2006. Hanno guadagnato terreno sia Apple che Linux, rispettivamente detenendo il 4,2% e lo 0,6% di share di mercato.
Brutte notizie però per Windows Vista. “Se si guarda al trend l’avanzata di Windows Vista è molto lenta: sarà difficile scalzare Windows XP dalla propria posizione“, sostiene Reedwan Iqbal, analista di Forrester Research. Di fatto XP è stabile all’89,8%, mentre il nuovo sistema operativo non supera il 6,3%.
Il passaggio a Vista, comunque, è previsto dalle imprese per il 2008. Il Service Pack è considerata la chiave di volta… sempre che non si rincorrano troppi dettagli e date certe per il futuro Windows 7.
Enterprise Desktop And Web 2.0/SaaS Platform Trends, 2007 è disponibile a pagamento sul sito ufficiale di Forrester.
Fonte | Tomshw
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“Class Action” in arrivo anche in Italia
07 mar 2008
Anche in Italia dal 29 Giugno sarà possibile, per le associazioni dei consumatori, promuovere le cosidette “Class Action“, in pratica le cause collettive contro le imprese da parte di utenti che si ritengono vittime di truffe, inadempimenti contrattuali, mancanza di trasparenza ecc….
Non più consumatori isolati alle prese con colossi armati di potenti uffici legali, costretti a desistere per mancanza di soldi e di tempo per muoversi nella lentissima e farraginosa giustizia italiana, ma moltissimi consumatori alle prese con lo stesso problema.
La prima “class action” potrebbe coinvolgere teoricamente milioni di italiani: tutti quelli che, almeno una volta, hanno ricevuto una bolletta Telecom Italia con numerazioni speciali, costose, mai fatte dall’utente, tipo 899 o satellitari, ma frutto di dialer che si sono installati durante la navigazione in internet o, addirittura, nelle centrali telefoniche stesse ad opera di malintenzionati.
Questa class action sugli 899 è promossa da Altroconsumo: sul sito dell’associazione c’è un form che può essere compilato gratuitamente, anche da chi non fosse socio, per segnalare il proprio caso individuale; non ci sono tempi di prescrizione, quindi può essere successo anche prima del 2003.
L’associazione raccoglierà tutti questi casi e poi chiederà una soluzione extragiudiziale, cioè prima di fare causa a Telecom. Ma se non si dovesse arrivare a un accordo si passerebbe alla magistratura che, per la prima volta, tratterebbe un caso del genere.
Fonte | Zeusnews
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