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Mediaset è sotto indagine da parte del Garante delle TeleComunicazioni a causa della sua capacità trasmissiva in digitale. l’Agcom dopo aver chiuso l’istruttoria sul calcolo dei canali televisivi digitali, che per legge non possono superare la soglia del 20% rispetto al totale dei programmi nazionali, ne ha aperta un’altra ai danni di Mediaset “per accertare le caratteristiche dei contenuti dei diversi canali”.

In pratica, come sottolinea in un comunicato Altroconsumo, RTI (società licenziataria delle concessioni televisive Meadiset) “detiene il 29,7% del totale dei programmi televisivi, essendo titolare di almeno quattordici palinsesti tv”. Mediaset, secondo l’associazione dei consumatori, sforerebbe con le Pay per view e i canali +1 che trasmettono in differita di un’ora.

Il Testo Unico della radiotelevisione, che tutela la concorrenza e il pluralismo nel settore, indica nel 20% (Legge Gasparri) la soglia massima di programmi (terrestri e digitali) trasmissibili sul territorio – a prescindere dalle autorizzazioni in possesso.


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Ricordate la vicenda dei bollini SIAE, prima tolti da una sentenza della comunità europea, poi reinseriti da un decreto del governo, anche se non necessari.

Altroconsumo ha voluto vederci chiaro e ha fatto i conti in tasca alla SIAE, scoprendo che il business dei contrassegni è di vitale importanza per il bilancio dell’ente. Secondo i dati 2007, la Società Italiana degli Autori ed Editori ha un costo complessivo di 193 milioni di euro all’anno, e ricavi pari a circa 163 milioni di euro.

La differenza pare essere ripianata anno dopo anno dagli investimenti finanziari. Se si decidesse quindi di eliminare la voce contrassegni dal bilancio verrebbero dispersi circa 12 milioni di euro: gli effetti sarebbero devastanti, soprattutto considerando che il 76% dei costi è dovuto al personale.

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Telecom Italia comincia a farsi avanti e programma un rincaro (dopo quello già avvenuto sull’ unbundling ADSL, venduta ad altri operatori) sul canone mensile della linea fissa, passando dagli attuali 12,14€ a ben 13,66€, in percentuale sarebbe un’aumento del 12,6%, calcolate questa percentuale sui guadagni complessivi di Telecom Italia sui canoni di tutti gli abbonamenti dei propri utenti, che restano la maggioranza rispetto alla concorrenza, e avrete un’idea della portata economica di quest’aumento.

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