L’idea, venuta fuori qualche giorno fa, parla di ponti radio della RAI, utilizzati per trasmettere i segnali televisivi in tutta Italia, che potrebbero essere sfruttati per far arrivare la connessione internet nelle zone in cui le soluzioni cablate sono economicamente proibitive a causa della conformazione orografica del terreno (digital-divide).
La proposta è arrivata da Leonardo Metalli, redattore del TG1, che oltre all’utilizzo dei ponti radio per la diffusione dei segnali TV, vorrebbe sfruttarli per la diffusione della connettività Internet da parte della RAI, creando una rete pubblica chiamata “Wi-Fi RAI Way”, accessibile pubblicamente da tutti senza il bisogno di sottoscrivere un abbonamento, in quanto pagando il canone RAI gli utenti hanno diritto ad accedere gratuitamente al servizio Wi-Fi.
Sappiamo benissimo la situazione disastrosa in cui versa il panorama delle connessioni ADSL in Italia. Almeno possiamo un pò consolarci con questo primato, stabilito si, in Australia dal gestore Telstra, ma che è stato reso possibile dall’importante collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Telecomunicazioni (Cnit) e l’azienda Ericsson.
E’ stato battuto il record mondiale di velocita’ su Internet, con la trasmissione di dati al ritmo di mille miliardi di bit (un terabit) al secondo (di media la velocità delle connessioni internet a banda larga, in Italia è di 6-7 megabit, sette milioni di bit).
Sta per avvenire ciò che ormai sembrava scontato, con l’intenzione di Microsoft di puntare fortemente su Skype. Il big di Redmond ha deciso di mandare in pensione Windows Live Messenger.
Il termine ultimo e data in cui verrà ufficialmente tolta la spina al celebre servizio di instant messaging è il prossimo 15 Marzo 2013. E così oltre 100 milioni di utenti saranno forzati a migrare su Skype, in cui, già oggi è possibile accedere con il proprio account di Messenger (hotmail.com o live.it che sia) e la possibilità di sincronizzare i propri account con quelli di Live Messenger.
Tutti gli utenti di internet potranno presto decidere in maniera libera e consapevole se far usare o no le informazioni sui siti visitati per ricevere pubblicità mirata.
L’Authority ha avviato una consultazione pubblica diretta a tutti i gestori, grandi e piccoli, dei siti e alle associazioni maggiormente rappresentative dei consumatori con l’obiettivo di acquisire contributi e suggerimenti.
La consultazione avviata dal Garante della privacy, si concluderà entro 90 giorni dalla pubblicazione del provvedimento sulla Gazzetta Ufficiale. Le proposte relative all’informativa semplificata potranno essere inviate all’Autorità per posta o in via telematica alla e-mail consultazionecookie@gpdp.it. Il Garante si è riservato di valutare anche eventuali proposte che potrebbero pervenire da università e centri di ricerca. Leggi il resto dell’articolo »
Quello che è il principale sito di informazione in Italia, Repubblica.it, diventerà a pagamento a partire dal 2013, seguendo il modello del New York Times. A confermarlo è stato Carlo Di Benedetti, illustrando anche le modalità con cui questa “svolta” sarà applicata.
Ci saranno dei contenuti che resteranno comunque gratuiti, ma saranno, nel futuro, sempre meno. Si parla di un accesso gratuito mensile a 20 articoli, lasciando a pagamento ogni sorta di approfondimento delle notizie pubblicate, e man mano a scalare, a 10 e a 5 articoli mensili.
Per la serie, a volte ritornano, ecco che Kim Schmitz, noto anche come Kim Dotcom e fondatore del famoso “decaduto” Megaupload, ci riprova e tornerà con “Mega“. Il nuovo servizio prevederà che i file caricati dagli utenti siano protetti da crittografia, le cui chiavi non saranno in possesso degli amministratori, mettendoli quindi a riparo di possibili ritorsioni da parte delle major cinematografiche.
In questo modo la responsabilità per un film pirata sarà solo dell’utente, perché solo lui sarà in possesso della chiave necessaria per decodificare la protezione. Starà all’utente stesso e agli sviluppatori di applicazioni terze il compito di gestire l’accesso ai file.
L’annuncio arriva dal blog ufficiale di Microsoft che comunica come il suo celebre servizio di posta elettronica Hotmail, d’ora in poi si chiamerà Outlook.com.
In termini di utilizzo, non cambierà moltissimo, infatti, nonostante il cambio di nome, gli utenti di Hotmail potranno continuare ad accedere alla loro casella di posta come al solito, ma si troveranno di fronte a una nuova grafica, in stile Metro, la stessa di Windows Phone 7.5 e del prossimo Windows 8.
Ricordate il famoso “Ballot screen“? Una schermata introdotta su Windows, seguendo una direttiva dell’Antitrust, che permetteva di scegliere quale browser utilizzare, tra quelli più conosciuti (Firefox, Chrome, Opera) e non solo.
Bene, dall’ultimo aggiornamento di Windows 7 dello scorso Febbraio, questa opzione è misteriosamente scomparsa, “costringendo” i nuovi utenti meno avvezzi a internet a dover usare il browser di casa Microsoft, allertando di nuovo la commissione Antitrust europea che adesso potrebbe richiedere una mega-multa per Microsoft, per una cifra che potrebbe addirittura superare i 5 miliardi di euro.