Tutti gli utenti di internet potranno presto decidere in maniera libera e consapevole se far usare o no le informazioni sui siti visitati per ricevere pubblicità mirata.
L’Authority ha avviato una consultazione pubblica diretta a tutti i gestori, grandi e piccoli, dei siti e alle associazioni maggiormente rappresentative dei consumatori con l’obiettivo di acquisire contributi e suggerimenti.
La consultazione avviata dal Garante della privacy, si concluderà entro 90 giorni dalla pubblicazione del provvedimento sulla Gazzetta Ufficiale. Le proposte relative all’informativa semplificata potranno essere inviate all’Autorità per posta o in via telematica alla e-mail consultazionecookie@gpdp.it. Il Garante si è riservato di valutare anche eventuali proposte che potrebbero pervenire da università e centri di ricerca. Leggi il resto dell’articolo »
Android sta passando un periodo buio riguardo alla sicurezza del suo sistema, principalmente indiziate di tali rischi, le inadeguate protezioni SSL su alcune popolari applicazioni Android, che possono aver consentito agli hacker di ottenere milioni di password di utenti, contenuti di e-mail e numeri di conti bancari.
Questa è stata la conclusione di una ricerca effettuata da un gruppo di ricercatori tedeschi, che hanno scoperto una grave falla nella sicurezza di Android tale da consentire l’esposizione di password, conti bancari, e-mail e contenuti di ben 185 milioni gli utenti.
I ricercatori sostengono di poter intercettare informazioni sul conto bancario, le credenziali di pagamento di PayPal, American Express e altre carte di credito, come anche dati di accesso a Facebook, e-mail, servizi cloud e sms, oltre alla possibilità di accedere a telecamere e controllare applicazioni remote.
Ricordate il famoso “Ballot screen“? Una schermata introdotta su Windows, seguendo una direttiva dell’Antitrust, che permetteva di scegliere quale browser utilizzare, tra quelli più conosciuti (Firefox, Chrome, Opera) e non solo.
Bene, dall’ultimo aggiornamento di Windows 7 dello scorso Febbraio, questa opzione è misteriosamente scomparsa, “costringendo” i nuovi utenti meno avvezzi a internet a dover usare il browser di casa Microsoft, allertando di nuovo la commissione Antitrust europea che adesso potrebbe richiedere una mega-multa per Microsoft, per una cifra che potrebbe addirittura superare i 5 miliardi di euro.
No, non stiamo parlando di calcio, nonostante la sfortunata finale degli europei di ieri sera. Parliamo di Apple, che, nonostante la multa di 900 mila euro inflittale alla fine del 2011, continua a non adeguarsi alla normativa comunitaria europea, che prevede una garanzia legale di almeno 2 anni (24 mesi) per i prodotti acquistati.
Ora rischia un ulteriore sanzione da 300 mila euro e, cosa ben più pesante per le casse di Cupertino, la sospensione delle vendite per 1 mese.Leggi il resto dell’articolo »
La sentenza è di un tribunale francese, che multa BigG per 500.000 euro per concorrenza sleale. L’accusa è che il suo servizio Mappe, essendo gratuito, danneggerebbe altri servizi simili e la sua posizione dominante lederebbe altre aziende impegnate nello stesso settore.
La denuncia fatta da Bottin Cartographes, società impegnata nel fornire servizi cartografici alle aziende, indicava che Google avrebbe abusato della sua posizione dominante con lo scopo di portare al fallimento altri competitor.
Secondo questa tesi, ancora tutta da dimostrare, Google, una volta eliminati i concorrenti, starebbe pensando di trasformare Mappe, a tutt’oggi gratuito, in un servizio a pagamento.
Si è consumata stanotte (ora italiana) la vicenda che ha visto l’arresto dei fondatori, e i sequestri di tutti i loro beni e dei server di Megavideo e Megaupload.
Una notizia gche sconvolge un pò tutte le abitudini di download di milioni di persone in tutto il mondo, colpendo uno dei siti in assoluto più noti per il download (e streaming) di contenuti audio/video.
L’operazione ha portato alla persecuzione di due aziende (Megaupload Limited e Vestor Limited) portando in esecuzione gli arresti dei due diretti responsabili: Kim Dotcom, aka Kim Schmitz, fondatore di MegaUpload, ed il collaboratore Kim Tim Jim Vestor. Per entrambi rischiano una condanna fino a 20 anni di reclusione.
Queste leggi, originariamente concepite per contrastare la pirateria audiovisiva, andrebbero in realtà a colpire la libera circolazione del sapere e delle idee in rete, con conseguenze devastanti, risultando del tutto inefficaci (come sempre in casi simili, già visti in passato) a contrastare la vera pirateria.
Un giudice federale della California, ha dato ragione a Sony e ha respinto la class action relativa alla rimozione della possibilità d’installare Linux su Playstation 3.
Sony si è difesa presentando una mozione per chiudere il caso nel settembre del 2010, negando ogni colpa e specificando che i termini di serivizio del Playstation Network e l’accordo per la licenza del software di sistema di PS3 garantivano all’azienda il diritto di modificare il firmware a proprio piacimento.